Lucca Cultural Heritage, esercitazione della Protezione civile nell’emergenza terremoto

FIRENZE - Domani sarà una giornata importante per l'apparato  di Protezione Civile, chiamato a scendere in campo con l'esercitazione Lu.C.H.Ex 2016 - Lucca Cultural Heritage Exercise.

L'appuntamento rappresenta il momento conclusivo del progetto "Beni Culturali e Territorio Lucchese - Tutela, Salvaguardia e Intervento" organizzato dal Comune di Lucca col patrocinio della Regione  Toscana, e il  contributo della Fondazione Banca del Monte di Lucca in cui sono stati coinvolti oltre trenta volontari appartenenti alle associazioni che operano nella Protezione Civile, ed aderenti al Comitato comunale e al Comitato provinciale.

Lo scopo principale dell'esercitazione è quello di definire le corrette modalità d'intervento a tutela e salvaguardia dei beni storici, artistici e culturali in situazioni di emergenza, da realizzarsi in modo coordinato e proficuo tra tutti i diversi soggetti interessati, nel rispetto delle competenze proprie di ciascun soggetto coinvolto. Un percorso necessario anche alla luce delle nuove normative specifiche riguardanti la messa in sicurezza dei beni culturali in caso di emergenza emanate dal MIBACT, che hanno comportato la completa revisione delle modalità d'intervento del volontariato di Protezione Civile.

Nello specifico, il volontariato può essere messo a disposizione del funzionario del Ministero che, con il coordinamento dei Vigili del Fuoco, una volta effettuata la messa in sicurezza dell'area interessata da un evento calamitoso, disporrà il recupero dei beni culturali e artistici presenti per la successiva fase di imballaggio, trasporto e stoccaggio in aree adibite a ricovero temporaneo.

Una simulazione che vedrà impegnate circa 150 persone tra il personale della Protezione Civile del Comune di Lucca, della Provincia di Lucca e della Regione Toscana, funzionari del Dipartimento di Protezione Civile e del MIBACT, Prefettura, Comando Regionale e Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, Forze dell'Ordine, in particolare il Nucleo Carabinieri per la tutela dei beni artistici e culturali, Polizia Municipale e Associazioni di Volontariato facenti parte del Comitato Comunale e Provinciale di Protezione Civile.

"Dopo l'esperienza di "TEREX 2010", al tempo ma forse ancora oggi la più grande esercitazione di protezione civile mai effettuata in Toscana, torniamo a Lucca a testare la capacità di reazione del sistema regionale in situazioni di emergenza", ha detto Riccardo Gaddi, responsabile della Protezione civile regionale.

"La Regione - ha aggiunto - sta portando avanti nell'ambito delle proprie competenze di protezione civile tutte quelle azioni di prevenzione attuabili con interventi non strutturali volti a incrementare la capacità di risposta del sistema. Anche da questo è nata l'intesa tra Regione, Mibact e Comitato Operativo Regionale Volontariato per individuare procedure comuni capaci di coordinare la gestione delle attività necessarie alla messa in sicurezza dei beni culturali in caso di calamità naturali". 

"Obiettivo dell'intesa - ha detto ancora Gaddi - è la costituzione di un gruppo specialistico all'interno della Colonna mobile regionale (denominato 'Intervento Beni Culturali') che si occuperà esclusivamente di supportare l'attività del personale del Mibact al fine della tutela e della salvaguardia dei beni culturali, un modulo alla pari dei moduli specialistici già presenti in Toscana, quali quello del censimento danni, che si renderà così disponibile per le emergenze regionali e nazionali. Il corso di formazione svolto a Lucca e più in particolare l'esercitazione dell'11 giugno non solo si inseriscono in questa visione ma saranno anche una prima occasione per avere utili indicazioni su come impostare il lavoro".

LO SCENARIO SIMULATO - Nello specifico L'esercitazione simula lo scenario di un terremoto che si verifica in data 7 giugno con epicentro nel Comune di Castelnuovo Garfagnana, con magnitudo 6.6 della scala Richter e con un'intensità registrata nel Comune di Lucca del VI-VII grado della Scala MCS. La simulazione suppone il verificarsi di danni consistenti all'interno del Centro Storico e in particolare nella Cattedrale di S. Martino, luogo principale dell'attività di esercitazione. In data 7 giugno, giorno della simulazione dell'avvenuto terremoto scatterà quindi l'attivazione del C.O.C. - Centro Operativo Comunale – mentre la Prefettura provvederà all'apertura del CCS – Centro Coordinamento Soccorsi. Seguirà poi la comunicazione alla popolazione a mezzo messaggio telefonico e attraverso l'App Alert System. Il 10 giugno seguiranno attività preparatorie di tutti i servizi istituzionali degli enti coinvolti tra cui Regione, Provincia, Prefettura, Unità di Crisi del MIBACT.

ESERCITAZIONE DELL'11 GIUGNO – E' il giorno principale dell'esercitazione le cui attività saranno anche visibili dalla popolazione e saranno concentrate in particolar modo in Piazza S.Martino, Piazza Antelminelli e al Polo Fiere. I volontari suddivisi in squadre di cinque persone opereranno, in due fasi successive, all'esterno della Cattedrale di San Martino nella così detta "zona gialla". All'interno della Cattedrale si recheranno per il sopralluogo i funzionari del Mibact, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri del Nucleo a tutela dei Beni Artistici, che si occuperanno del recupero e dello spostamento all'esterno di diverse riproduzioni di opere. In particolare recupereranno le riproduzioni di 1 crocifisso ligneo  (2,70 metri di altezza e 2,30 metri di lunghezza), 1 crocifisso in metallo di piccole dimensioni, 1 piccola statua, 2 tavole cuspidate di 1,80 metri di altezza, 6 contenitori contenenti detriti, 6 faldoni d'archivio, 6 testi, 2 contenitori di testi rilegati, 1 disco in marmo. Dovranno recuperare anche le riproduzioni di alcuni dipinti:  un quadro di 1,60 metri di diametro, 1 quadro raffigurante la SS. Eucarestia di 2,85x1,80 metri (l'originale è custodito nella Chiesa di S Cassiano di Controne" e la tela che riproduce il quadro "Estasi di S. Caterina" di Batoni). Una volta giunti nella "zona gialla" le opere saranno disposte in aree specifiche dove saranno effettuate le delicate operazioni di imballaggio. I materiali saranno poi caricati su appositi veicoli di trasporto per raggiungere il Polo Fiere, spazio individuato per il ricovero e deposito dei beni culturali recuperati a seguito di eventi calamitosi. Il Polo Fiere quindi diventerà il cosiddetto "luogo sicuro" preposto a questo tipo di funzione e per tale motivo sarà inserito nel Piano Comunale di Protezione Civile. Le diverse operazioni si concluderanno intorno alle ore 17.
 

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