Mafia Cinese, inquirenti: Prato domina su Europa

Mafia Cinese, inquirenti:  Prato domina su Europa

Chi comanda la mafia cinese a Prato, comanda le organizzazioni criminali cinesi in tutta Europa. Lo hanno sottolineato gli inquirenti della Dda di Firenze presenti nella conferenza stampa per illustrare l’operazione China Truck partita dalle indagini sulle guerre fra bande nella città toscana.

Al proposito, come esempio, il capo della squadra mobile di Prato Francesco Nannucci ha ricordato un episodio significativo emerso dalle indagini: “Zhang Naizhong, che si faceva chiamare il ‘capo dei capi e come tale è riconosciuto dai suoi connazionali, andò a Parigi per risolvere controversie fra gang cinesi. A chi lo accompagnava disse di chiamarlo ‘capo’ davanti a tutti i capi cinesi in Francia. Così fu e nella sua opera di mediazione criminale Oltralpe ebbe successo acquisendo ulteriore potere e prestigio in Europa”.
Il procuratore della Dda di Firenze Giuseppe Creazzo ha affermato che “lo spessore e la capacità intimidatrice dell’associazione mafiosa con sede in Prato danno la misura che da qui parte ogni ramificazione anche all’estero. Quella di Prato è una mafia dentro la comunità cinese che ha ramificazioni in Europa”.

E’ stata “colpita al cuore una pericolosa organizzazione, che aveva imposto una vera e propria egemonia nel controllo del trasporto merci su strada, finanziata con gli introiti delle proprie attività criminali”. Così il ministro dell’Interno Marco Minniti ha commentato l’operazione della Polizia. Minniti si è congratulato con il capo della Polizia Franco Gabrielli. “Sono grato alle donne e agli uomini della Polizia – ha aggiunto – che hanno lavorato in stretta sinergia con la Magistratura”

In questa inchiesta c’è una grande varietà di reati a cui questo sodalizio criminale risulta dedito, ma oltre questo, l’aspetto più preoccupante è nella penetrazione dell’economia legale attraverso intimidazioni e violenze, sono i meccanismi tipici delle mafie tradizionali italiane”. Lo ha fatto invece osservare il capo dello Sco della Polizia di Stato, Alessandro Giuliano.  Giuliano ha evidenziato gli accaparramenti nei trasporti e anche le spedizioni punitive ordite da Prato in Italia e all’estero per ‘regolare i conti’.

Sullo sfondo dell’inchiesta “China Truck” c’è una guerra fra bande cinesi a Prato per il controllo delle attività illecite, compresa la contraffazione di merci, che è costata numerosi morti e che per lungo tempo ha diviso le gang secondo la provenienza: da una parte i gruppi della regione cinese del Fujian, dall’altro di quelli del Zhejiang. Con l’intervento ‘pacificatore’ di Zhang Naizong, il ‘capo dei capi’, la guerra si è interrotta a Prato e così i criminali cinesi hanno sviluppato i loro traffici illeciti. E’ quanto hanno ricostruito gli investigatori della polizia.

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