Mafia e criminalità organizzata, Bugli: “Non esistono aree immuni e studiare il fenomeno aiuta a contrastarlo”

FIRENZE - "L'analisi conferma che anche in Toscana mafia e criminalità organizzata ci sono ed operano. Non esistono aree completamente immuni e di fronte a questo abbiamo deciso di intervenire: studiando il fenomeno e facendolo conoscere, per non rimanere indifferenti".
Lo sottolinea l'assessore alla legalità della Toscana Vittorio Bugli, durante la presentazione, oggi, del terzo rapporto sui fenomeni di criminalità curato dalla Scuola Normale superiore di Pisa su incarico della Regione. "Un'iniziativa – anticipa Bugli – che ha dato buoni risultati e che, giunta al termine dell'accordo di tre anni, intendiamo rinnovare".

L'attività di ricerca ha innescato peraltro altre iniziative. "Ci ha permesso di organizzare tre corsi di formazione sugli appalti e sui rischi di infiltrazione criminale, seguitissimi - racconta Bugli - Ci ha permesso di disseminare a livello locale numeri e analisi, tra le istituzioni e nella società, per allargare il fronte di quanti non vogliono rimanere indifferenti".

Un'attività di costruzione di una cultura delle legalità, ha ricordato l'assessore che passa anche dall'aiuto offerto ai comuni per ristrutturare, con una norma ad hoc, beni confiscati alla criminalità organizzativa in modo che tornino patrimonio di tutti o che passa attraverso i campi per ragazzi e gli eventi organizzati nella tenuta di Suvignano nei comuni di Monteroni d'Arbia e Murlo, beni simbolo tra quelli confiscati in Toscana alla mafia e dall'anno scorso affidata finalmente alla Regione.

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