“Mai più S. Anne!”. A Stazzema un solo grido contro gli orrori di ieri e di oggi

S.ANNA DI STAZZEMA (Lu) - Il ricordo della strage di S.Anna di Stazzema, così come quello di tutte le altre stragi nazifasciste compiute nel secondo conflitto mondiale, continua e dovrà continuare ad essere conservato con l'emozione profonda e condivisa che è stata vissuta ancora una volta stamani, davanti alla chiesa dove caddero a decine insieme a padre Innocenzo Lazzeri, che tentò di trattare con i carnefici.

 

A Sant'Anna il 12 agosto 1944 morirono in 516 e in questa 72ma giornata di celebrazione a S. Anna si sono ancora una volta ritrovati tantissimi Comuni martiri, dalla Toscana, dall'Emilia Romagna, dal Piemonte e dalla Lombardia: Marzabotto, ma anche Fucecchio, segnato dalla strage del Padule. I gonfaloni del Comune e della Regione si sono stretti a Enrico Pieri, presidente dell'associazione Martiri di S. Anna, che serba la memoria di tutte le 560 vittime, adulti e bambini, tra cui è impossibile dimenticare la piccola Anna Pardini di appena venti giorni.

 

 

Un'emozione che stamani si è unita, al grido di "Mai più S.Anne!", al ricordo delle vittime più recenti del terrorismo in un mondo che non vuol trovare pace, ma continua ad abbandonarsi all'odio e all'integralismo più feroce. E' quanto ha sottolineato la console italiana a Nizza Serena Lippi, invitata a portare la sua diretta testimonianza sulla strage dello scorso 14 luglio, sulla Promenade des Anglais, insieme alla consigliera della locale Municipalità Madame Navalesi.

 

Voglia di unione solidale in Europa e nel mondo contro la violenza: un sentimento che hanno espresso anche il sindaco di Stazzema Maurizio Verona e in rappresentanza del governo il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri.

 

Per la Giunta regionale,  la vicepresidente Monica Barni - accompagnando la corona di fiori portata all'ossario delle vittime - ha ricordato l'impegno sempre attento della Toscana a mantenere viva la memoria e, insieme, la necessità di contrastare chi cerca di cambiare la storia, come dimostra la vicenda del mausoleo al generale Graziani ad Affile, in provincia di Roma, di cui la Regione Toscana ha chiesto ufficialmente la rimozione affiancando l'azione avviata dai Comuni di Stazzema e Marzabotto.

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