Mattarella: nella memoria radici UE

Mattarella: nella memoria radici UE

Lo ha affermato il presidente Sergio Mattarella commemorando l’eccidio nazista di Fivizzano (Massa Carrara) dell’agosto 1944. Il presidente della Repubblica federale tedesca, Frank-Walter Steinmeier: per i crimini che i reparti tedeschi fecero nella Seconda Guerra Mondiale in Italia contro la popolazione inerme” nostra responsabilità è senza fine”.

“Se accedessimo alla tesi dell’oblio, rischieremmo di dimenticarci anche che in quei drammi affondano le radici e le ragioni del lungo percorso che, attraverso la lotta in Europa contro il nazifascismo, attraverso la Resistenza, con il recupero dei valori democratici e di libertà, ci ha portato alle nostre Costituzioni e nel successivo percorso di integrazione europea, alla nostra comune prospettiva storica”. Lo ha affermato il presidente Sergio Mattarella commemorando l’eccidio nazista di Fivizzano (Massa Carrara) dell’agosto 1944. “Se tutto questo non dovesse sempre essere ricordato – ha proseguito -, si realizzerebbe una fuga da noi stessi, dalla nostra storia, con il prevalere dell’incomprensione di ciò che siamo, con il prevalere dell’indifferenza, dell’estraneità verso ciò che autenticamente costituisce Repubblica. Si tratta di un rischio grave, che ci ruberebbe quella nostra storia di sofferenza e di riscatto”. ‘La progressiva perdita di fiducia nei valori al centro della storia europea –
il rispetto della vita, della dignita’ di ogni persona, della liberta’ individuale e collettiva – unitamente alla deformazione dell’idea di nazione – ha proseguito il presidente Mattarella -,
permise a regimi che avevano a spregio la democrazia di giungere a esercitare un potere assoluto, portando i nostri due popoli a combattere infauste guerre di aggressione, il cui scopo ultimo era l’aberrante costruzione di un sistema fondato su forza e arbitrio, sull’oppressione dell’uomo sull’uomo’.

‘La ‘guerra ai civili’ caratterizzo’, infatti, la dolorosa scia di lutti che, sul finire del secondo conflitto mondiale, portarono alla Toscana – insieme all’Emilia Romagna – il triste primato di Regioni italiane con il maggior numero di caduti acausa di stragi ed eccidi, del tutto al di fuori da ogni logica di confronto bellico’.
Fivizzano sia “luogo di riconciliazione e incontro, non solo di commemorazione. Questo dà speranza a noi tedeschi e dà speranza a tutti, soprattutto a superstiti e discendenti. Tanti di voi hanno teso la mano per superare questi abissi” ma “perdono e riconciliazione non possono essere pretesi, ma solo concessi”. Così Frank-Walter Steinmeier, presidente tedesco, in Lunigiana
“Il modo che abbiamo per onorare coloro che furono barbaramente sterminati è mantenere viva la memoria. Una memoria su cui si è costruita una civiltà europea che vuole rendere impossibile il ripetersi di quanto qui è avvenuto e purtroppo avviene in tante altre parti del mondo. ‘Mai più!’ è stato l’imperativo dei padri fondatori dell’Europa, mai più guerre scatenate dal nazionalismo. Questa è stata la base della costruzione dell’architettura europea”. Così il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi alla commemorazione del 75/o anniversario dell’eccidio di Fivizzano (Massa Carrara)

“La Germania ha svolto un lungo e doloroso percorso di riflessione sul proprio passato, con grande puntualità e capacità di andare a fondo, che può essere di esempio – ha aggiunto -. Anche l’Italia deve continuare a coltivare con costanza la memoria e contrastare le tendenze che vorrebbero abolirla, allontanarla, considerarla cosa non attuale”. “Occorre operare – ha proseguito – affinché le spinte disgregatrici, che in Europa e nel mondo vediamo all’opera, non arrivino a mettere in discussione la pace, l’umanità, lo stato di diritto. Dobbiamo difendere una forma di convivenza fondata sulla tutela e sul rispetto della persona umana. Su questi temi l’attenzione del Presidente Mattarella è stata costante e preziosa e di questo voglio ringraziarlo”.”Il nostro dovere – ha aggiunto Rossi durante il suo intervento – è quello di trarre da questa commemorazione un monito sulla necessità di difendere e promuovere la pace, la convivenza e il rispetto tra i popoli. L’insieme delle stragi nazifasciste avvenute nel Comune di Fivizzano rappresenta uno degli episodi più tragici e rilevanti consumati sul territorio toscano nel 1944. Furono oltre 400 le vittime civili degli eccidi che avvennero da maggio a settembre 1944 nei paesi qui vicini. Solo a Vinca morirono 174 persone. Dal 24 al 27 agosto, per ben quattro giorni consecutivi, si verificarono ogni genere di crudeltà, sevizie, saccheggi e torture. Stragi compiute con razionalità meccanica, con azioni indiscriminate nei confronti di civili, inermi e innocenti, non tanto in rappresaglia alle iniziative partigiane”. Un’efferatezza, ha sottolineato Rossi, “che non risparmiò donne e bambini, veri e propri crimini di guerra”.

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