Mediterraneo Downtown, a Prato tre giorni di dialogo ed approfondimenti

FIRENZE – Ci saranno ospiti internazionali, mostre fotografiche, concerti e proiezioni. E poi  talk show, una decina, che rimangono il cuore dell'iniziativa: per testimoniare esperienze ed aprire dibattiti su alcuni temi caldi dell'attualità. Dal 5 al 7 aprile torna a Prato "Mediterraneo Downtown", il festival che con il prequel del 2016 vuole offrire un racconto diverso delle diverse sponde di un continente liquido che si allunga dall'Europa all'Africa fino al Medio Oriente. Lontano dal mare, ma in una città dove convivono tantissime etnie. La tre giorni è stata presentata stamani durante una conferenza stampa a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, sede della presidente della Regione Toscana che, assieme a Cospe e Comune di Prato e in collaborazione con Libera, Amnesty International e Legambiente ne è fin dall'inizio promotrice.

"Il festival in questi anni è cresciuto: nei partecipanti, negli ospiti e nel tentativo di affrontare temi, offrendo occasioni di approfondimento" sottolinea l'assessore alla presidenza della Toscana, Vittorio Bugli. "La Toscana e il nostro Paese  - prosegue - hanno con le diverse sponde del Mediterraneo un rapporto di relazioni e vicinanza anche fisica. C'è la possibilità di costruirci il nostro futuro. Ma non ne parliamo a sufficienza in modo serio ed approfondito, non è oggetto di analisi anche rispetto alle politiche di governo. Il festival offre un'occasione in tal senso, con la scelta di un metodo che è quello del confronto e del dialogo". "Forse – conclude – sarebbe una cosa da fare non solo una volta all'anno". 

A Prato per tre giorni si parlerà di cosa è il Mediterraneo e di chi ci vive, dei diritti violati e del ruolo delle donne o delle giovani generazioni, delle informazioni, della natura e del cibo. Si inizia il pomeriggio del 5 aprile con la filiera corta e partecipata, raccontando  piaghe come il caporalato e lo sfruttamento ma anche storie positive di aziende sostenibili ed eque allo stesso tempo che arrivano dalla Puglia, Basilicata e Campania. La Regione Toscana si soffermerà su alcuni progetti di agricoltura e sviluppo rurale. Con i ragazzi delle scuole, la mattina, sarà affrontato il tema di navi e naviganti. Ci sarà lo stesso giorno il dialogo, sul palco del Mediterraneo, tra due scrittori come Tahar Ben Jelloun – autore del best seller "Il razzismo spiegato a mia figlia" - e Sandro Veronesi, il pratese che ha scritto, tra gli altri, "Caos calmo".

Il Premio "Mediterraneo di pace" sarà conferito a Sihem Bensedrine, giornalista e presidente di una commissione costituzionale in Tunisia che raccoglie testimonianze delle vittime di tortura e della corruzione dello stato tunisimo dal 1955 al 2011. Per il filone ‘economie mediterranee' Hind Laram, stilista originaria del Marocco, e Ghapios Garas, imprenditore egiziano di una società di informatica, racconteranno le storie delle loro imprese e di come hanno creato posti di lavoro. Tutti e due lavorano in Italia.   Tra i musicisti si esibiranno  venerdì Nada, con Angela Baraldi, sabato  Bobo Rondelli e domenica all'alba il polistrumentista Marzouk Mejri e il trombettista californiano Charles Ferris. Continuerà anche quest'anno il racconto delle città del Mediterrano – Matera, Tunisi, Atene e Barcellona in questa edizione – con la voce di giornalisti, professori e ricercatori globe trotter.

Gli organizzatori hanno annunciato stamani che Manal Tamimi è stata contattata per annullare la sua partecipazione al festival, per evitare equivoci su posizioni antisemite. Una precisazione apprezzata dall'assessore Bugli: "La Regione su questi temi ha politiche chiare. Rammento che da due anni disponiamo di un osservatorio che monitora le espressioni xenofobe e antisemite in Toscana".

Per saperne di più:
News e programma on line, https://mediterraneodowntown.it/
 

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