Mediterraneo Downtown, si parla di soccorsi in mare. Bugli: “Non criminalizziamo la solidarietà dell’accoglienza”

PRATO - "Io non ci sto". Di fronte ad un clima che criminalizzando la solidarietà punta a demolire il principio dell'accoglienza e il lavoro delle associazioni, delle Ong ma anche della istituzioni che il tema dell'immigrazione lo vogliono affrontare in maniera seria, serve un "no" fermo per l'assessore alla presidenza della Toscana Vittorio Bugli, intervenuto nel pomeriggio al seminario del festival "Mediterraneo Downtown", al Museo Pecci di Prato, dedicato ai salvataggi in mare.

"Non va bene – sottolinea più volte l'assessore - e di fronte a questo racconto che finge di lavorare per una maggiore sicurezza e invece si spinge verso altro, io non ci sto". "Non ci sto – ribatte ancora – a chi vorrebbe far passare che è giusto non accogliere, non soccorrere e lasciare morire in mare. Poi è evidente ce se qualcuno fa qualcosa che non va bene lo si deve perseguire e condannare con rigore e decisione: ma non con le supposizioni".

Di questo – anche di questo - si è parlato oggi al Museo Pecci nel primo giorno del festival "Mediterraneo Downtown". Si è discusso della narrazione di tg e giornali che hanno trasformato mediaticamente in trafficanti chi fino a pochi mesi prima era un angelo del mare; e lo si è fatto assieme a giornalisti freelance che sono andati sulle navi che soccorrono e al di là del mare, da dove i profughi partono, per raccontare cosa subiscono prima di imbarcarsi e da cosa fuggono, ma anche assieme al sindacato dei giornalisti Rai e a rappresentanti di Sos Mediterranee, l'ong impegnata nel soccorso in mare a cui l'Unesco ha di recente assegnato il premio per la pace.

Dire no, afferma l'assessore Bugli, ma anche alzare l'asticella. "Non si può stare sull'albero a cantare, ma si deve entrare con i piedi nel piatto" incalza. Oggi il presidente della Commissione europea Junker ha ammesso che sull'accoglienza "l'Europa si è girata dall'altra parte", lasciando tutto il peso a Italia e Grecia.

"L'iniziativa la deve riprendere dunque anzitutto l'Europa, per riaffermare che siamo un continente di solidarietà – conclude Bugli – Lo deve fare il nostro Paese, col superamento della Bossi-Fini che non permette di arrivare in Italia se non sui barconi lanciati in mare. E a chi prova a cavalcare la paura con un racconto di bugie, dobbiamo rispondere costruendo un dibattito intelligente come si sta facendo anche in questi giorni qui a Prato, non basato sulle ideologie e su slogan ma sui dati. Noi continueremo a provare ad affrontare l'accoglienza non come un'emergenza ma come una questione da governare."

I commenti sono chiusi