Memoria, Barni: “Bene la lettera degli insegnanti ai presidenti di serie A: continuità e educazione”

FIRENZE – "Hanno ragione gli insegnanti – sottolinea la vice presidente ed assessore alla cultura della Toscana, Monica Barni – Per educare i cittadini al rispetto e alla memoria serve continuità ed occorre investire sulla scuola".

Un gruppo di insegnanti toscani, tra quelli che partecipano alle iniziative sulla memoria (precedute da un'adeguata formazione) che la Regione Toscana da anni ha messo in atto, ha deciso oggi di scrivere una lettera al presidente della Lazio Lotito e a tutti i presidenti di calcio della serie A dopo che gli ultras della Lazio avevano vestito con i colori della Roma l'immagine di Anna Frank, uccisa nei lager nazisti come milioni di altri uomini, donne e bambini, e dopo i fiori che lo stesso presidente laziale aveva portato in sinagoga. "Non servono iniziative a sé stanti, ma occorre dare sostegno in maniera concreta a quanto le scuole hanno fatto e stanno facendo" dicono i docenti.

"L'iniziativa di questi insegnanti mette in luce l'impegno che la Regione sta portando avanti sul tema della memoria, a partire dalle scuole – ricorda Barni -: un anno in seicento, studenti e insegnanti, sul treno per Auschwitz e il successivo in novemila al Mandela Forum, sempre preceduti da attività nelle classi e dalla formazione degli insegnanti che inizia fin dall'estate".

"E' infatti evidente – sottolinea la vice presidente della Toscana – che quello della conoscenza e rispetto della memoria e del rigurgito di razzismi e intolleranze è un problema anzitutto di educazione. Occasioni sporadiche legate a singole emergenze non servono ma è necessario invece un'azione strutturale, perché tale è il problema: un'azione di educazione della cittadinanza al rispetto e alla memoria". Con continuità, appunto.  

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Memoria, Barni: “Bene la lettera degli insegnanti ai presidenti di serie A: continuità e educazione”

FIRENZE – "Hanno ragione gli insegnanti – sottolinea la vice presidente ed assessore alla cultura della Toscana, Monica Barni – Per educare i cittadini al rispetto e alla memoria serve continuità ed occorre investire sulla scuola".

Un gruppo di insegnanti toscani, tra quelli che partecipano alle iniziative sulla memoria (precedute da un'adeguata formazione) che la Regione Toscana da anni ha messo in atto, ha deciso oggi di scrivere una lettera al presidente della Lazio Lotito e a tutti i presidenti di calcio della serie A dopo che gli ultras della Lazio avevano vestito con i colori della Roma l'immagine di Anna Frank, uccisa nei lager nazisti come milioni di altri uomini, donne e bambini, e dopo i fiori che lo stesso presidente laziale aveva portato in sinagoga. "Non servono iniziative a sé stanti, ma occorre dare sostegno in maniera concreta a quanto le scuole hanno fatto e stanno facendo" dicono i docenti.

"L'iniziativa di questi insegnanti mette in luce l'impegno che la Regione sta portando avanti sul tema della memoria, a partire dalle scuole – ricorda Barni -: un anno in seicento, studenti e insegnanti, sul treno per Auschwitz e il successivo in novemila al Mandela Forum, sempre preceduti da attività nelle classi e dalla formazione degli insegnanti che inizia fin dall'estate".

"E' infatti evidente – sottolinea la vice presidente della Toscana – che quello della conoscenza e rispetto della memoria e del rigurgito di razzismi e intolleranze è un problema anzitutto di educazione. Occasioni sporadiche legate a singole emergenze non servono ma è necessario invece un'azione strutturale, perché tale è il problema: un'azione di educazione della cittadinanza al rispetto e alla memoria". Con continuità, appunto.  

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