Meyer: nei bambini ansia e dolore ridotti con immaginazione guidata

Meyer: nei bambini ansia e dolore ridotti con immaginazione guidata

Le tecniche di immaginazione guidata, nei bambini, aiutano a diminuire l’ansia preoperatoria e il dolore successivo agli interventi chirurgici. Lo hanno dimostrato con uno studio appena pubblicato su “European Journal of Pediatrics”, le psicologhe del servizio di Psicologia dell’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze in collaborazione con il Servizio di Terapia del dolore e Cure Palliative.

L’immaginazione guidata (o ”guided imagery”) è una tecnica non farmacologica di rilassamento che viene impiegata con bambini e adolescenti (ma anche con gli adulti) per coinvolgerli attivamente e farli sentire capaci di poter affrontare situazioni di distress che possono comportare ansia e dolore.
Lo studio ha messo a paragone le reazioni di 30 bambini di età compresa fra i 6 e i 12 anni che hanno utilizzato questa tecnica di rilassamento prima dell’anestesia generale per un intervento chirurgico non complesso, con quelle di altrettanti bambini di un gruppo di controllo per i quali è stato seguito il protocollo standard che non prevede questa tecnica.
L’ansia preoperatoria provata dai bambini, così come il dolore post-operatorio, erano ridotti in modo statisticamente significativo di circa la metà. L’ansia, in particolare, è risultata maggiormente ridotta nei piccoli che arrivavano all’intervento chirurgico dopo averne già subito un altro, per cui partivano con un livello maggiore di distress.
”Utilizziamo spesso la tecnica della visualizzazione del ”posto preferito”, appresa da Leora Kuttner, psicologa statunitense esperta in terapia del dolore” spiega Laura Vagnoli, coordinatrice dello studio. Il bambino viene fatto rilassare, a occhi chiusi, e concentrare sul respiro. Fatto questo lo si guida a immaginare un posto segreto, che può essere un luogo che conosce e dove desidererebbe essere oppure un posto inventato e lentamente lo si porta ad esplorarlo”, spiega la psicologa del Meyer.
Quando i bambini riescono ad ”entrarci”, questo percorso si trasforma in un’esperienza multisensoriale: ”Toccano, assaggiano, sentono profumi e rumori. Quelle che riportano sono sensazioni concrete: nei bambini che immaginano di mangiare, ad esempio, si è osservato che aumenta la salivazione”. Una volta raggiunto lo stato di rilassamento, vengono guidati a salutare e lasciare quello spazio, per tornare indietro, e quando riaprono gli occhi il benessere appare aumentato.
In una scala da 1 a 10 i bambini non trattati con la tecnica di immaginazione riportavano un dolore medio superiore a quello dei bambini trattati di oltre 2 punti.
”Distratti e rilassati, i bambini percepiscono meno dolore, che rimane pur sempre fortemente legato alla condizione di ansia sottostante che spesso nella mente dei bambini viene confusa con una sensazione dolorosa -spiega la dottoressa Vagnoli
Questa tecnica rappresenta infine uno strumento molto duttile che i bambini possono imparare a padroneggiare rapidamente e poi utilizzare anche in contesti extra-ospedalieri, come ad esempio nelle attività sportive o per rilassarsi prima di una ”semplice” interrogazione.
Il servizio di Simona Gentili 

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Meyer: nei bambini ansia e dolore ridotti con immaginazione guidata

Le tecniche di immaginazione guidata, nei bambini, aiutano a diminuire l’ansia preoperatoria e il dolore successivo agli interventi chirurgici. Lo hanno dimostrato con uno studio appena pubblicato su “European Journal of Pediatrics”, le psicologhe del servizio di Psicologia dell’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze in collaborazione con il Servizio di Terapia del dolore e Cure Palliative.

L’immaginazione guidata (o ”guided imagery”) è una tecnica non farmacologica di rilassamento che viene impiegata con bambini e adolescenti (ma anche con gli adulti) per coinvolgerli attivamente e farli sentire capaci di poter affrontare situazioni di distress che possono comportare ansia e dolore.
Lo studio ha messo a paragone le reazioni di 30 bambini di età compresa fra i 6 e i 12 anni che hanno utilizzato questa tecnica di rilassamento prima dell’anestesia generale per un intervento chirurgico non complesso, con quelle di altrettanti bambini di un gruppo di controllo per i quali è stato seguito il protocollo standard che non prevede questa tecnica.
L’ansia preoperatoria provata dai bambini, così come il dolore post-operatorio, erano ridotti in modo statisticamente significativo di circa la metà. L’ansia, in particolare, è risultata maggiormente ridotta nei piccoli che arrivavano all’intervento chirurgico dopo averne già subito un altro, per cui partivano con un livello maggiore di distress.
”Utilizziamo spesso la tecnica della visualizzazione del ”posto preferito”, appresa da Leora Kuttner, psicologa statunitense esperta in terapia del dolore” spiega Laura Vagnoli, coordinatrice dello studio. Il bambino viene fatto rilassare, a occhi chiusi, e concentrare sul respiro. Fatto questo lo si guida a immaginare un posto segreto, che può essere un luogo che conosce e dove desidererebbe essere oppure un posto inventato e lentamente lo si porta ad esplorarlo”, spiega la psicologa del Meyer.
Quando i bambini riescono ad ”entrarci”, questo percorso si trasforma in un’esperienza multisensoriale: ”Toccano, assaggiano, sentono profumi e rumori. Quelle che riportano sono sensazioni concrete: nei bambini che immaginano di mangiare, ad esempio, si è osservato che aumenta la salivazione”. Una volta raggiunto lo stato di rilassamento, vengono guidati a salutare e lasciare quello spazio, per tornare indietro, e quando riaprono gli occhi il benessere appare aumentato.
In una scala da 1 a 10 i bambini non trattati con la tecnica di immaginazione riportavano un dolore medio superiore a quello dei bambini trattati di oltre 2 punti.
”Distratti e rilassati, i bambini percepiscono meno dolore, che rimane pur sempre fortemente legato alla condizione di ansia sottostante che spesso nella mente dei bambini viene confusa con una sensazione dolorosa -spiega la dottoressa Vagnoli
Questa tecnica rappresenta infine uno strumento molto duttile che i bambini possono imparare a padroneggiare rapidamente e poi utilizzare anche in contesti extra-ospedalieri, come ad esempio nelle attività sportive o per rilassarsi prima di una ”semplice” interrogazione.
Il servizio di Simona Gentili 

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