Miriam Amato (Potere al Popolo): “Chiedo venia: ho detto Santa Maria Novella piuttosto che piazza dell’Unità. Per chi arriva a Firenze lo sfregio architettonico è esattamente ciò che riscontra uscendo dalla Stazione SMN”

Miriam Amato (Potere al Popolo): “Chiedo venia: ho detto Santa Maria Novella piuttosto che piazza dell'Unità. Per chi arriva a Firenze lo sfregio architettonico è esattamente ciò che riscontra uscendo dalla Stazione SMN”

d74672 23 Ottobre 2018

“La battuta sulla cartina di Firenze va inquadrata nel fatto che la consigliera Paolieri non perde occasione per ricordarmi che non sono fiorentina, sappiate che se non siete di Firenze per lei siete stranieri con un eccezione negativa del termine”

“La consigliera Paolieri ancora una volta non ha argomenti per replicare nel merito dei disagi che ho denunciato e si attacca ad un errore formale, che definirei lapsus freudiano. Chi arriva a Firenze – prosegue la consigliera di Potere al Popolo Miriam Amato – si trova infatti uno scempio architettonico uscendo dalla stazione Santa Maria Novella e quando se ne parla, fuori da Firenze, si riporta la stazione come riferimento, da qui il lapsus di cui sopra. Comunque la consigliera Paolieri non perde occasione di sottolineare che non sono fiorentina, lo fa durante le commissioni, lo fa ogni volta che ne ha occasione, da qui la battuta della cartina di Firenze. Bene, le vorrei ricordare che io orgogliosa delle mie origini, ho scelto Firenze, dove vivo da ben 23 anni e dove sono attiva per affrontare tutti quei problemi che la disastrosa amministrazione PD ha creato nel corso degli anni. Quindi – aggiunge Miriam Amato – ribadisco che è inutile per la vice capogruppo del PD parlare di integrazione se poi prevale una mentalità provinciale che prende il sopravvento ad ogni occasione utile. Almeno tutti i non fiorentini potranno sapere che quando si trovano davanti la consigliera Paolieri sono visti come stranieri, con un'eccezione negativa del termine, ed è quanto ho esperito personalmente da quando sono in Palazzo Vecchio. La cosa non mi disturba perché la inquadra per quello che è, una persona con forti pregiudizi.

Rimane il fatto – conclude Miriam Amato – che riconoscere i propri errori, come quello che ho fatto io sbagliando il nome della piazza, è una virtù estranea al PD”. (s.spa.)

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