Morto Dario Fo, presidente emerito del Carnevale. Rossi: “Italia perde anima critica”

FIRENZE - La scomparsa di Dario Fo tocca anche la Toscana. L'istrionico e pungente attore che aveva reinventato la satira, uomo di teatro ma anche scrittore, autore di canzoni, pittore e scenografo, una personalità incontenibile e un'artista rinascimentale, come qualcuno ha scritto, era infatti presidente emerito del Carnevale di Viareggio. Nel 1998, l'anno dopo la consegna del Nobel per la letteratura, fu protagonista del carro vincitore. Quell'anno vinse anche il Burlamacco d'Oro e nel 2000 partecipò fuori concorso con un carro realizzato dai fratelli Cinquini.

Dario Fo se n'è andato stamani, a 90 anni -  era ricoverato da alcuni giorni in un ospedale di Milano - e da Bruxelles, dov'era per la "Settimana europea delle Regioni e delle città", il presidente della Toscana Enrico Rossi commenta così la notizia appena appresa.

"Quando ero giovane – ricorda - non nego che, avendolo potuto vedere e ascoltare nella cittadina di Pontedera", Fo "sia stato per me in quegli anni un punto fondamentale di riferimento per la mia formazione. Lo è stato per me come per tanti altri giovani". "E' una perdita vera per il Paese - continua Rossi - si perde un'anima critica e un uomo che comunque in fondo non ha mai rinunciato a svolgere una critica verso l'esistente e a farla dal punto di vista dei ceti popolari e delle persone più umili, chiedendo alla politica cambiamenti profondi. In questo senso il suo messaggio, al di là delle sue appartenenze contingenti da un punto di vista politico, rimane un messaggio universale che parla innanzitutto al cuore e alla mente delle persone di sinistra".

"L'ultimo Dario Fo – confessa Rossi - un po' mi inquietava, tuttavia la persona ha sempre avuto una grande capacita' di parlare agli italiani e ai giovani in particolare".

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