Musei e Alzheimer, Toscana all’avanguardia grazie ad una sperimentazione realizzata un anno fa

FIRENZE - L'arte e la scienza sono linguaggi universali. Genio e follia hanno qualcosa in comune, aggiungeva Schopenauer, cercando di spiegare come certi limiti e confini sono solo luoghi comuni. E i musei toscani, dopo essere stati pionieri, si confermano oggi all'avanguardia nell'offrire percorsi dedicati a persone affetti da demenza, come i malati di Alzheimer.

Se ne parla stamani in un convegno internazionale organizzato all'auditorium di Santa Apollonia dal Museo Marino Marini di Firenze , vincitore e capofila di un progetto europeo di formazione finanziato con i fondi Erasmus per l'educazione degli adulti. Partner sono il Lehmbruck Museo di Duinsburg in Germania, la Butler Gallery di Kilkenny in Irlanda e due organizzazioni no-profit lituane, Smp di Vilmius e Zispb di Iauliai. Sono state raccontate anche le loro esperienze. Per l'Italia, accanto al Museo Marini, è presente Euridea, agenzia formativa accreditata dalla Regione.

Se il Museo Marini è leader oggi in Europa, è grazie anche alla sperimentazione condotta tra la fine del 2013 e il 2014, all'interno di un progetto promosso dalla Regione e che ha coinvolto anche altri musei. "Ad oggi – sottolinea l'assessore alla cultura e vice presidente della Toscana, Monica Barni – la Toscana è la regione all'avanguardia in Italia per i progetti museali dedicati alle persone con demenza. Abbiamo sostenuto la start up di una sperimentazione di mediazione culturale che da un lato ha formato gli operatori ad un diversa sensibilità e dall'altro ha sviluppato la creazione di una nuova offerta culturale".

Rendere l'arte accessibile alle persone con demenza ai loro familiari, è stato sottolineato stamani, significa dare l'opportunità di vivere un'esperienza che trasforma e quindi formativa, tale da favorire l'acquisizione di nuove capacità comunicative e relazionali, ridefinire la propria identità e accrescere la possibilità di partecipare alla vita sociale. 

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