Museo dell’Opera del Duomo, nuova veste e nuovi tesori per la riapertura al pubblico

FIRENZE – Dopo tre anni di lavori intensi il Museo dell'Opera del Duomo riapre oggi i battenti al pubblico dei visitatori: più grande, più organizzato, più bello. Una testimonianza della cultura e della creatività di queste terre che riesce a offrire, nella sua nuova veste, 200 opere mai viste delle 750 esposte su 6mila metri quadri di nuova superficie museale, comprendenti lavori, tra gli altri, di Donatello, Michelangelo, Ghiberti.

 

La rappresentazione più ampia e convincente, come ha sottolineato il vescovo di Firenze cardinal Giuseppe Betori parlando nel corso della cerimonia di inagurazione nella cattedrale di S.Maria del Fiore, di quell'umanesimo cristiano così ben riassunto nell'evidenza della scritta sopra il Cristo giudice sulla Cupola del Brunelleschi: Ecce Homo, questo è l'uomo, niente di più che la creatura figlia di Dio.

 

"Un'opera di restauro e ristrutturazione di grandissimo rilievo – ha detto il presidente Enrico Rossi – che potrà offrire una cornice all'altezza della più grande collezione al mondo di scultura medievale e rinascimentale. Una scelta di prospettiva, quella operata dall'Opera del Duomo, tesa a proiettare il museo nel futuro per scongiurare qualsiasi rischio di passiva e statica celebrazione del passato".

 

"Una scelta che purtroppo - ha sottolineato Rossi - non ha registrato la necessaria attenzione da parte dei mecenati locali e nazionali. Ma la strada aperta dall'Art bonus è quella giusta, nostro il compito di lavorare allo sviluppo e all'ampliamento della conoscenza dell'arte e della cultura di cui siamo ricchi eredi, come anche di quella nostra contemporanea. Non posso esimermi, visti i risultati ottenuti in tempi così brevi, dal ringraziare con calore progettisti, curatori, maestranze a tutti i livelli per l'impegno che hanno dedicato a quest'opera".

 

Anche la vicepresidente e assessore alla cultura Monica Barni vede nell'inaugurazione di stamani un forte contributo alla valorizzazione del patrimonio culturale e artistico di Firenze e della Toscana. "Il nuovo museo dell'Opera del Duomo diventa la summa, il punto di riferimento di quel patrimonio ecclesiastico d'arte che tanta parte rappresenta per la Toscana", ha affermato.

 

"E ci indica la direzione verso cui proseguire il piano avviato da tempo - ha aggiunto Barni - che trova ad esempio nel progetto regionale per il recupero e la valorizzazione della Via Francigena, e di quanto vive sul suo percorso, l'attuazione di una politica che non tralascia quanto abbiamo alle spalle, ma ne fa punto di partenza per affrontare i compiti di domani".

 

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