No alla chiusura. La richiesta della Regione alla ex-Cerpelli di Seravezza

FIRENZE - La vicenda Finder pompe, ex-Cerpelli, è stata all'ordine del giorno dell'incontro che si è svolto stamani in Regione tra le organizzazioni sindacali dell'azienda di Querceta nel comune di Seravezza, il sindaco Ettore Neri e il consigliere per i lavoro del presidente Rossi, Gianfranco Simoncini.

 

I sindacati avevano incontrato nei giorni scorsi l'azienda dopo l'annuncio di voler chiudere lo stabilimento e aprire la procedura di mobilità per i 30 dipendenti. Una decisione cui i sindacati si oppongono ritenendo che ci sia un futuro per Querceta, vista anche l'elevata specializzazione dei lavoratori e di un sito che ha più di cento anni di vita.

 

Da parte del referente regionale è stata annunciata la prossima convocazione dell'azienda prima del 16 febbraio, data del prossimo incontro fissato con sindacati e istituzioni. La richiesta alla Finder pompe è quella di soprassedere alla decisione di chiudere, e di aprire un confronto con le organizzazioni sindacali per valutare l'utilizzo degli strumenti di ammortizzazione sociale, in modo da superare questa fase di tendenze negative del mercato che potrebbero però aprirsi ad una svolta, visti i forti investimenti proprio nel settore Oil & gas.

 

La Regione si è anche impegnata con le organizzazioni sindacali a sostenere una loro eventuale  richiesta nei confronti del Mise, nel caso di esito negativo del confronto in sede locale e regionale, dato che gli stabilimenti della ex-Cerpelli sono localizzati in 2 regioni diverse – l'altro polo produttivo  è a Merate in provincia di Lecco - e la crisi assume pertanto una dimensione nazionale.

 

 

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