Novità per la legge sul rischio idraulico, più forte l’attività di prevenzione

FIRENZE – Si rafforzano i contenuti della la legge regionale 21 del 2012 riguardo alle disposizioni su "Rischio idraulico e tutela dei corsi d'acqua" approvata all'indomani delle gravi alluvioni in Lunigiana.

Con l'ultima proposta di legge, presentata dagli assessori Federica Fratoni, con la delega della difesa del suolo, e Vincenzo Ceccarelli, con delega all'urbanistica, la Giunta regionale pone ancora una volta l'accento sulla prevenzione del rischio idraulico attualizzando le disposizioni della LR 21/2012 agli indirizzi che ha dato l'Unione Europea con la Direttiva 2007/60 e recentemente recepiti nel DPCM che ha approvato il Piano di gestione del Rischio Alluvioni.

"E' una proposta di legge che si rivolge soprattutto all'urbanistica e all'edilizia e chiama i Comuni ad una sempre più approfondita riflessione sullo stato del proprio territorio rispetto al rischio alluvioni – ha spiegato il presidente Enrico Rossi - : non basterà più ragionare in termini di probabilità di allagamento, come fatto fino ad oggi, ma anche di danno che l'esondazione può provocare. Con questo atto diamo sempre più forza all'azione di contrasto ai rischi naturali prodotti dai cambiamenti climatici. Insieme alla realizzazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico e  alla manutenzione dei corsi d'acqua abbiamo fatto diventare realtà per la Toscana la prevenzione, abbandonando definitivamente la logica dell'emergenza".

In termini tecnici si passerà dalla valutazione della pericolosità idraulica alla valutazione del rischio idraulico.

Nel confermare i vincoli di inedificabilità per le zone a più alto rischio di esondazione stabiliti dalla Legge regionale 21, le proposta di legge dà anche risposta alla gestione ed eventualmente alla delocalizzazione dei manufatti esistenti sulle fasce a più alto rischio idraulico risolvendo in questo modo alcune criticità sorte conseguentemente all'applicazione della legge regionale del 2012.

In pratica, si fa un passo avanti nella tutela dal rischio idraulico.

"Le modifiche – ha aggiunto l'assessore all'ambiente Federica Fratoni - individuano percorsi per restituire il fiume al fiume e permetteranno ai Comuni di valutare lo sviluppo del territorio solo nelle aree con il minor rischio idraulico. Questo significa anche che, dove è stato costruito in modo non adeguato alle esigenze di una corretta regimazione idraulica, sarà necessario individuare le attività e gli interventi per ripristinare le condizioni di sicurezza mettendo al primo posto l'incolumità dei cittadini e il corretto regime delle acque".

I commenti sono chiusi