Novo Modo, il 1 e 2 dicembre torna il festival che parla di un’altra economia e di una finanza etica

FIRENZE - Con il patrocinio della Regione Toscana si inaugura venerdì 1 dicembre 2017 la quarta edizione del festival "Novo modo", due giorni di incontri e dialogo promossi all'ex-Fila Connessioni metropolitane in via Casini 11 a Firenze da Fondazione Finanza Etica, in collaborazione, tra gli altri, con Arci, Caritas, Libera e Legambiente.

"Cambiare la finanza per cambiare l'Europa" è il tema. E con esperti, studiosi, giornalisti, politici, scrittori e rappresentanti della società civile e del mondo sindacale si parlerà di nuove economie, microcredito (come quello anche della Regione Toscana), finanza etica e tutela dei risparmiatori, dei lavoratori che possono denunciare dall'interno comportamenti non virtuosi delle aziende, di legalità ma anche di cambiamenti climatici e sostenibilità ambientale.

"Questa iniziativa che anno dopo anno sta diventando sempre più ricca e importante – sottolinea l'assessore alla presidenza della Toscana, Vittorio Bugli - ci ricorda quanto necessario sia parlare di questi temi e farlo non in modo superficiale  ma serio, in un confronto aperto tra più posizioni e non ciascuno con la propria opinione (e soluzione) già in testa. Quello che si fa, appunto, a Novo Modo". "Nel decennale della crisi economico-finanziaria che ha sconvolto il mondo e che ancora lascia i suoi pesanti condizionamenti sociali, ambientali ed economici sui cittadini di molti paesi europei e del mondo, noi insieme ai partner di Novo Modo ci proponiamo di svolgere una riflessione e di proporre un confronto sui temi delle possibili altre economie ad un sistema di economia finanziarizzata che ha mostrato di non essere capace di mantenere le proprie promesse di crescita e sviluppo" dice Simone Siliani, direttore di Fondazione Finanza Etica. Per l'edizione di quest'anno è stato curato anche un primo rapporto sulla finanza etica e sostenibile in Europa.

"Quel che emerge è che è possibile fare impresa e economia partendo da un interesse o da un bene comune – annota ancora Bugli -,  partendo da iniziative del territorio ad esempio legate ad economie circolari o di comunità. Ne abbiamo avuto la riprova anche come Regione, lavorando sull'economia collaborativa di cui presenteremo il libro verde il 7 dicembre. Ed accanto ad un'economia diversa c'è anche una finanza diversa, che decide di finanziare un progetto guardando alla sua sostenibilità, ambientale e sociale".

Ma c'è una sorpresa, che racconta sempre il rapporto appena pubblicato. Alla fine la finanza etica, nata in Germania nel 1974 ed oramai uscita dalla nicchia, tanto da pesare per il 5 per cento sul Pil europeo, fa più attività di credito vero della finanza tradizionale.  Con i depositi dei risparmiatori che crescono dell'11 per cento l'anno, gli impieghi per finanziare attività economiche valgono infatti il 74 per cento tra le banche etiche, contro un media del 38 per cento dei quindici istituti 'tradizionali' più importanti d'Europa. E non basta. i finanziamenti sono tutti trasparenti e ci sono molte meno sofferenze e crediti deteriorati, nonostante si tratti di clienti in genere non bancabili. 

 

Leggi anche:
Il comunicato degli organizzatori sull'edizione 2017 del festival Novo Modo
Il rapporto sulla finanza etica e sostenibile in Europa 
La finanza etiva vale il 5 per cento del Pil europeo (comunicato stampa)

I commenti sono chiusi