Operai forestali, Remaschi: “Regione mantenuto gli impegni, sindacati sbagliano ad annunciare scioperi”

FIRENZE - "Sulla questione degli operai forestali la Regione ha rispettato gli impegni. E' grave che i sindacati annuncino scioperi affermando il contrario, ed è ancora più grave annunciare scioperi in concomitanza con la stagione degli incendi boschivi, mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini e il patrimonio boschivo della Toscana." E' netta la presa di posizione della Regione dopo l'annuncio di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila, che accusano la giunta regionale e il suo presidente di comportamento elusivo e arrogante.

"La Regione – precisa l'assessore all'agricoltura Marco Remaschi - ha già erogato agli Enti competenti, con decreto dirigenziale del 18 marzo scorso, 2,3 milioni di euro per la copertura completa del servizio Anti Incendio Boschivo da parte delle unioni di comuni, e di conseguenza anche per la retribuzione degli operai forestali, rispetto ai quali – continua Remaschi -  la giunta regionale il 22 marzo scorso ha anche deciso di stanziare ulteriori 3 milioni di euro rispetto a quanto inizialmente previsto, che saranno erogati a seguito della prossima variazione di bilancio regionale e che si aggiungono ai proventi derivanti dalla gestione del patrimonio forestale regionale che grazie alla recente modifica delle l.r. 39/2000 consentirà agli enti di fruire di ulteriori 1,7 milioni per la copertura delle spese legate agli operai, come già comunicato anche ai sindacati. Ritengo comunque grave ed inaccettabile che si utilizzi l'attività antincendio in modo pretestuoso, minacciando di sospendere il servizio nel momento di maggiore necessità, come se la sicurezza del patrimonio forestale e dei cittadini fosse merce di scambio o elemento di ricatto".

"Complessivamente – conclude -  sulla questione della tutela del patrimonio forestale e su quella degli operai forestali la Regione ha mantenuto gli impegni, in un contesto di tagli ben noto, nel quale tutti i soggetti sono chiamati a collaborare, ciascuno per le proprie competenze e responsabilità. Non è corretto, per concludere, sottrarre dal tavolo di confronto, come fanno i sindacati, la questione degli operai non idonei alle mansioni, che sono un numero talmente rilevante da non consentire di non essere affrontato in modo serio."

 

I commenti sono chiusi