Pakistani a Prato, per il presidente della Toscana i diritti dei lavoratori sono fondamentali

FIRENZE - Quando dei lavoratori scendono in piazza per denunciare pesanti situazioni di sfruttamento e di violazione delle leggi, le istituzioni devono fare una cosa sola: attivarsi perché venga fatta chiarezza. La tutela dei diritti, l'osservanza delle normativa sulla sicurezza, il rispetto dei contratti e degli orari di lavoro, sono questioni fondamentali, sui cui la Regione Toscana è attiva e combatte da tempo, con coerenza e determinazione, assieme ad altri settori della Pubblica amministrazione. Così è intervenuto il presidente della Regione Toscana a proposito delle manifestazioni di questi giorni a Prato dove un gruppo di operai di nazionalità pakistana è sceso in piazza per denunciare condizioni di sfruttamento in una tintoria del Macrolotto.

Se ci sono operai che denunciano di lavorare 12 ore al giorno, sette giorni su sette, senza il riconoscimento di ferie e malattie è bene che su questa situazione si accenda un faro, che si chiarisca tutto al più presto. Per questo il presidente si è sentito stamattina con il responsabile del "Progetto Lavoro Sicuro" della Asl Toscana Centro; insieme hanno deciso di organizzare con l'Ispettorato del lavoro un intervento concertato, così come stabilito dai protocolli d'intesa a suo tempi sottoscritti. In Toscana non contano le appartenenze etniche. Il presidente ha infine personalmente stigmatizzato  chiunque usi argomenti generici a favore o contro questa o quella comunità. In Toscana conta il rispetto della legge e dei principi fondamentali della nostra convivenza civile espressi nella Costituzione.

 

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