‘Parler’ bannato da Amazon, Google e Apple, si allarga la guerra contro Trump su internet

‘Parler’ bannato da Amazon, Google e Apple, si allarga la guerra contro Trump su internet

Mentre Donald Trump, oltraggiato dall’essere stato bannato da Twitter venerdì sera, considera la sua prossima mossa a riguardo, con alcuni dei suoi collaboratori che lo stanno consigliando di prendere la palla al balzo per riaccendere la questione del cosiddetto ‘pregiudizio anti conservatore’ nutrito dai principali social media, il campo di battaglia e le forze coinvolte nello scontro si allargano. ‘Parler’, la piattaforma di social media alternativa favorita dai conservatori, ora si trova infatti, praticamente senza casa su Internet, poiché sia Amazon che Google ma anche Apple, l’hanno esclusa dalle loro piattaforme nel giro di poco più di 24 ore.

Amazon rimuoverà Parler dal suo servizio di cloud hosting, Amazon Web Services, domenica sera, eliminandolo di fatto da Internet, dopo la crescente pressione esercitata dal pubblico e dai dipendenti stessi di Amazon.

La decisione, che entrerà in vigore domenica alle 23:59 Pacific Time, chiuderà di fatto il sito Web e l’app di Parler, fino a quando ila gestione del sito non troverà un nuovo provider di hosting.

Parler è un social network alternativo, popolare tra i conservatori, che è viene ampiamente utilizzato dai sostenitori del presidente Donald Trump, compresi alcuni alcuni di quelli che hanno partecipato ai disordini del Campidoglio degli Stati Uniti di mercoledì scorso.

Prima di prendere questa decisione, Amazon Web Services (AWS), ha affermato di aver segnalato nelle ultime settimane a Parler, 98 esempi di “post che chiaramente incoraggiano ed incitano alla violenza”. La lettera includeva anche screenshot di diversi esempi.

“Abbiamo assistito a un costante aumento di questi contenuti violenti sul vostro sito web, il che viola i nostri termini”, ha scritto AWS. “È chiaro che Parler non dispone di un processo efficace per conformarsi ai termini di servizio di AWS”.

La lettera continuava: “AWS fornisce tecnologia e servizi ai clienti di tutto lo spettro politico e continuiamo a rispettare il diritto di Parler di determinare autonomamente quale contenuto consentirà sul suo sito. Tuttavia, non possiamo fornire servizi a un cliente che non è in grado di identificare e rimuovere efficacemente i contenuti che incoraggiano o incitano alla violenza contro gli altri. Poiché Parler non può rispettare i nostri termini di servizio e rappresenta un rischio molto reale per la sicurezza pubblica, abbiamo in programma di sospendere l’account di Parler”.

L’azione di Amazon minaccia di escludere Parler da tutto il suo pubblico, infatti, non solo i nuovi utenti non saranno in grado di trovare Parler nei due più grandi app store di Internet, ma anche quelli che hanno già scaricato l’app non potranno utilizzarla perché non sarà in grado di comunicare con i server di Parler su AWS.

Ed in effetti, il CEO di Parler John Matze ha avvertito gli utenti che il ‘deplatforming’, ossia la perdita di una piattaforma che ospiti il sito,  potrebbe portare a interruzioni del servizio. Con l’esclusione dalla piattaforma il sito web di Parler potrebbe essere offline per una settimana mentre “ricostruiamo da zero”, ha detto Matze in un post sulla sua piattaforma.

“Faremo del nostro meglio per passare a un nuovo fornitore in questo momento poiché abbiamo molti concorrenti per la nostra attività”, ha continuato Matze che ha poi accusato Amazon di ceracre di “rimuovere completamente la libertà di parola da Internet”.

La rivelazione della decisione di Amazon è arrivata subito dopo che Apple aveva rimosso Parler dal suo app store. “Qui non c’è posto sulla nostra piattaforma per minacce di violenza e attività illegali”, ha detto il produttore di iPhone della sua mossa. Apple ha notificato a Parler la sua decisione in un messaggio in cui accusava il sito conservatore di aver violato i termini dell’app store dell’azienda.

“I processi che Parler ha messo in atto per moderare o prevenire la diffusione di contenuti pericolosi e illegali si sono rivelati insufficienti”, ha detto Apple a Parler. “Nello specifico, abbiamo continuato a trovare minacce dirette di violenza e inviti a incitare all’azione illegale in violazione della linea guida 1.1 – Sicurezza – Contenuti discutibili”.

“Parler non ha adottato misure adeguate ad affrontare la proliferazione di queste minacce alla sicurezza delle persone”, ha detto Apple in una dichiarazione a CNN Business. “Abbiamo sospeso Parler dall’App Store finché non risolveranno questi problemi”.

La decisione di Apple era arrivata dopo una mossa simile fatta da parte di Google sempre venerdì, di eliminare Parler dal Google Play Store.

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