Partito il treno della memoria, tra diciannove ore in Polonia

FIRENZE - Il treno per Auschwitz, il decimo treno della memoria da quando nel 2002 la Regione Toscana ha iniziato ad organizzarlo, è partito.  Alle 12.53, con un ritardo di poco meno di un'ora. Un treno lungo sedici vagoni e carico di 501 studenti (e 60 insegnanti) da 59 diverse scuole superiori di tutte e dieci le province della Toscana, sessanta studenti universitari dei tre atenei di Firenze, Pisa e Siena oltre a diversi rappresentanti istituzionali e di associazioni. In tutto, compreso il personale di supporto e una squadra medica, 750 persone. L'arrivo in Polonia è previsto per le 7.30 di martedì 24 gennaio, quasi diciannove ore di viaggio, per poi muoversi all'inverso nel pomeriggio del 26 gennaio.

"Sarà un viaggio lungo e lento, punto finale di un percorso completo" ha ricordato la vice presidente della Toscana Monica Barni, salutando i ragazzi. I primi sono partiti quasi all'alba, per essere entro le dieci a Firernze. "Per me è la prima volta – sottolinea la vice presidente, che assieme all'assessore Cristina Grieco e una delegazione del Consiglio regionale accompagnerà i ragazzi per tutto il viaggio - e quindi anche per me sarà un'esperienza forte della memoria. Vogliamo tutti tornare più consapevoli, il che è necessario oggi più che mai perché le immagini dell'orrore ci circondano. Un orrore diversi ma sempre in agguato per la violenza e le discriminazioni".

Il viaggio della memoria inizia subito. Dalle tre del pomeriggio studenti e docenti incontreranno nel vagone ristorante esperti e rappresentanti della Comunità ebraica e di Aned, l'associazione degli ex deportati, di Anei (ex internati), di  Anpi (partigiani) e delle associazioni Rom e Sinti e Azione Gay e Lesbica per ripercorrere le tappe della Shoah e conoscere le vicende di persecuzione e deportazione che colpirono "oppositori politici", "zingari", internati militari italiani e omosessuali. Sarà l'occasione anche per approfondire i fatti legati alla lotta di liberazione nazionale. I laboratori in treno, cinque all'andata e cinque al ritorno, quarantacinque minuti la durata di ciascuno e un'ottantina di studenti prenotati per ogni appuntamento, sono  stati tenuti a a battesimo nell'ultima edizione del treno, nel 2015, ed anche stavolta riproposti.

Sul treno sono saliti con i ragazzi, come testimoni dell'Olocausto, le sorelle Andra e Tatiana Bucci, le gemelline scampate a Birkenau e al dottor Mengel, affezionate al viaggio della memoria toscano, e Gilberto Salomoni, deportato a Buchenwald a sedici anni, nuovo invece all'iniziativa della Regione.  Marcello Martini e Vera Michelin Salomon, altri due deportati, aspetteranno invece i ragazzi direttamente a Cracovia. 

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