Patto moda-cultura, Barni: “Gioco di squadra fra istituzioni e imprese”

FIRENZE - "Ha ragione il ministro Franceschini, beni culturali e moda possono realizzare un legame più forte che io vedo mirato anche allo sviluppo, attraverso una ricerca che coinvolga il tessuto artigianale e  d'impresa toscano. Da sempre questa nostra terra ha saputo sviluppare forme produttive, a partire proprio dal sistema moda, con ampi contenuti artistici capaci di poter figurare in musei e gallerie d'arte. Un legame tra prodotti contemporanei e tradizione culturale capace ri riproporre  una dimensione estetica reinterpretata all'oggi. Si tratta di riprendere in mano un filo mai spezzatosi; di farne un legame forte e stabile basato su una capacità creativa dove si rafforzano i  valori più nostri di un gusto fatto di estetica e creatività entro un costante legame fra tradizione e innovazione". Così la vicepresidente e assessore alla cultura, Monica Barni, rilancia l'idea di un patto tra cultura e mondo della moda lanciata dal ministro dei beni culturali.

"Dobbiamo pensare di costruire progetti partendo dalla condivisione con le categorie produttive interessate, a partire dallo studio di tutte le risorse disponibili a livello nazionale ed europeo per finalizzare un'azione comune - ha proseguito Barni - Si tratta di pensare a forme integrate come ad esempio il museo del tessuto di Prato, o ad esperienze di presenze condivise nel sistema regionale dell'arte contemporanea. Senza tralasciare le possibilità di richiamo offerte dalle tante strutture museali di cui è ricchissimo il territorio toscano come sedi di valorizzazione di specifiche attività legate al sistema moda, con potenziali ricadute anche per il turismo congressuale e di settore, capaci di conciliarsi senza forzature all'ambiente conservativo in uno scambio fruttuoso tra antico e contemporaneo".

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