Piombino, i soldi per la 398 ci sono. Si lavora per abbassare il costo dell’energia

PIOMBINO - Viabilità e costo dell'energia. Per Piombino sono due temi ineludibili e lo sviluppo e il rilancio dell'area industriale non può prescinderne. Il presidente della Toscana Enrico Rossi ne ha parlato con i delegati sindacali di Magona ed ex Lucchini, poco prima dell'inizio del convegno in cui oggi è stato presentato in città il pacchetto da 53,4 milioni del piano di riconversione.
 
"Se non riusciamo a garantire un costo dell'energia per le aziende che investono a Piombino pari almeno a quello di altre parti del Paese – ha sottolineato - partiamo zoppi e con una sola gamba. Occorre che il Governo faccia la sua parte: ne riparlerò con il ministro e con Palazzo Chigi".
 
Una prima risposta è arrivata subito dopo il discorso del Presidente della Regione Toscana, durante l'intervento in video conferenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio De Vincenti, che ha riconfermato a Rossi, ai lavoratori, alle istituzioni e alle aziende presenti in sala tutti gli impegni del Governo: le risorse per la 398, ovvero la bretella che collegherà porto e area industriale alla quattro corsie, e un'accelerazione per trovare una soluzione riguardo l'approvvigionamento energetico.
 
Rossi ha rassicurato invece lavoratori e sindacati sul contributo del 10 per cento sui contratti di solidarietà, i cui pagamenti in questi mesi hanno subito ritardi. "I soldi, 15 milioni, ci sono – spiega – La Toscana è peraltro l'unica Regione in Italia a garantire una simile integrazione. Sono stati bloccati i pagamenti per via del patto di stabilità. Stiamo comunque cercando di risolvere il problema ed entro dicembre saremo in grado di pagare la prima tranche, il resto entro giugno. Rossi parlerà anche con il ministro al lavoro Poletti per chiedere una proroga degli strumenti di protezione sociale.
 
"L'anno scorso – ha concluso Rossi - prendemmo impegno per un grande investimento della Regione Toscana su Piombino. Lo abbiamo fatto. Bisogna continuare a lavorare seriamente, ma occorre anche essere consapevoli che non siamo più con il cartello "Piombino non deve morire" levato in alto da una piazza affollata di persone in piazza Bovio."

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