PISA, RAPINATORE UCCISO ERA STATO SCARCERATO DA POCO

pisa, rapinatore ucciso era da poco uscito  da carcere Don Bosco

L’uomo, 44 anni, era  uscito dal carcere Don Bosco di Pisa nei mesi scorsi dove aveva scontato una precedente condanna per reati commessi altrove

Il rapinatore ucciso ieri sera a Pisa da un gioielliere durante un tentativo di rapina è un italiano originario del Lazio, di 44 anni, pregiudicato per reati specifici e uscito dal carcere Don Bosco di Pisa nei mesi scorsi dove aveva scontato una precedente condanna per reati commessi altrove. Lo si è appreso da ambienti investigativi.
Secondo quanto si è appreso, inoltre, il commando in azione era composto da tre persone, due delle quali tuttora in fuga mentre il terzo è il bandito morto che era anche l’unico ad avere agito con il volto travisato da una calzamaglia e da un paio di occhiali da sole

 Circa le indagini, a quanto risulta le telecamere della video sorveglianza interna hanno ripreso la scena ma le immagini,prive di sonoro, non chiariscono fino in fondo la dinamica dei fatti: complessivamente tutto si svolge nel giro di una decina di secondi e poi la vittima cade a terra senza vita dopo essere stato colpito due volte, una delle quali mortale con il proiettile calibro 9×19 della Beretta del gioielliere che lo ferisce mortalmente al costato penetrando dal lato sinistro e uscendo dal braccio destro.

La visione delle immagini della video sorveglianza non chiarisce fino in fondo la dinamica della sparatoria ma confermerebbe con “sufficiente evidenza”, secondo
fonti investigative, che il gioielliere Daniele Ferretti, che ieri ha ucciso un rapinatore durante un tentativo di rapina, ha agito per legittima difesa. Il bandito armato, ora in fuga insieme a un complice che faceva da palo, è entrato nel negozio e ha puntato la sua pistola sul volto della moglie del commerciante.
Le telecamere che hanno filmato sono due, una esterna che riprende il complice fuori dal negozio e un’altra che dalla porta d’ingresso è puntata nell’altro lato con un angolo di
visuale che copre anche il bancone, collocato lateralmente, e il lato opposto dove si trova il laboratorio dal quale sbuca Ferretti armato non appena capisce cosa sta accadendo.
Secondo gli inquirenti, stando a quanto si apprende, la minaccia subita dalla coppia è evidente da parte del sodalizion criminoso e la reazione sarebbe dunque legittima. Tutto si consuma in pochi molto concitati secondi nei quali non è chiaro chi sia a sparare per primo ma dove si vede che il bandito morto cade a terra durante il conflitto a fuoco

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