Premio contro gli stereotipi di genere, Barni: “Un dovere di civiltà”

FIRENZE – "Combattere gli stereotipi di genere che si annidano nei complessi meccanismi della società è un dovere di civiltà. E' proprio in questa direzione che va il Premio per laureati Analisi e contrasto degli stereotipi di genere, giunto alla sua terza edizione, nato grazie ad un accordo tra Regione Toscana, Commissione regionale Pari opportunità e Università toscane, con l'obiettivo di conoscere ed approfondire scientificamente il tema degli stereotipi di genere nei vari contesti, per aiutare a portarli alla luce e smascherarli, affinché siano superati e relegati al passato".

Ad affermarlo è la vicepresidente della Regione Toscana, Monica Barni, parlando del Premio finalizzato all'attribuzione di assegni di studio per tesi di laurea magistrale e pubblicazioni scientifiche in materia di comprensione e superamento degli stereotipi di genere il cui bando per la terza edizione è stato pubblicato nei giorni scorsi.

Il bando è frutto di un accordo tra Regione Toscana, Commissione regionale Pari opportunità ed Atenei toscani, ossia Università di Firenze, Università di Pisa, Scuola Normale superiore di Pisa, Scuola superiore di studi universitari Sant'Anna di Pisa, Università di Siena, Università per Stranieri di Siena, Scuola Imt di Alti studi di Lucca.

L'edizione 2019, che è la terza, è riservata alle studentesse e agli studenti che hanno discusso la tesi sui temi sopra indicati dal 1° gennaio 2017, nonché ai dottori e alle dottoresse di ricerca che hanno acquisito il titolo in una delle Università firmatarie dell'accordo, cioè nelle Università toscane, da non più di tre anni alla data di scadenza dell'avviso ed abbiano pubblicato un articolo scientifico su questi temi dal 1° gennaio 2017.

"Si tratta di un'iniziativa che si colloca nelle politiche di contrasto agli stereotipi di genere che stiamo portando avanti ormai da molto tempo", aggiunge la vicepresidente Barni, che ha la deleghe a Cultura, Università, Ricerca e Pari opportunità. "Abbiamo previsto una copertura finanziaria del bando per tre anni accademici allo scopo di dare continuità all'iniziativa, sperando di riscontrare un aumento sempre crescente della sensibilità verso questi temi da parte di giovani sia donne che uomini. Abbiamo cominciato due anni fa e stiamo proseguendo sulla strada intrapresa".

Le ricerche e gli studi che hanno contraddistinto l'edizione dello scorso anno verranno depositati, come già quelli di due anni fa, nella Biblioteca regionale Pietro Leopoldo di Palazzo Cerretani in piazza dell'Unità a Firenze, dove esiste una sezione dedicata al contrasto agli stereotipi di genere. Sarà l'occasione per arricchire il patrimonio regionale con lavori e studi approfonditi in grado di far crescere e qualificare la documentazione già presente presso la Biblioteca di Palazzo Cerretani.

Per quanto riguarda l'edizione di quest'anno, invece, il bando si chiuderà il prossimo 8 luglio. La fase di valutazione si chiuderà il prossimo 25 settembre. Ai fini del Premio, come già in passato, anche quest'anno saranno valutate le tesi di laurea magistrale e le pubblicazioni scientifiche volte a rilevare stereotipi di genere nei programmi e nei testi scolastici, nei testi amministrativi e scientifici, nella pubblicità e nella comunicazione politica e, più in generale, nei contesti lavorativi, nonché a valorizzare studi e percorsi per il loro superamento.

"E' un piacere confermare l'accordo che si inserisce in un percorso condiviso con la Regione e con gli Enti del territorio", afferma la presidente della Commissione regionale Pari opportunità, Rosanna Pugnalini. "I lavori che arriveranno, come già è accaduto in passato, serviranno ad aumentare e qualificare il patrimonio culturale e creativo a disposizione della comunità regionale e ad aumentare la critica su secoli di cultura patriarcale".
Il rettore dell'Università per Stranieri di Siena, Pietro Cataldi, sottolinea da parte sua il rilievo strategico di questa tematica: "Purtroppo i modelli patriarcali non sono ancora per nulla confinati in un buio passato, e le donne continuano a subire in ogni parte del mondo, e anche in Italia, discriminazioni e atteggiamenti offensivi quando non violenti. Combattere gli stereotipi vuol dire farci carico di questa ferita delle donne e dell'umanità intera in loro, perché ogni volta che una persona viene offesa è l'umanità intera a esserlo".

I premi, pari a 1000 euro per ciascuna tesi o pubblicazione, sono finanziati con fondi della Regione e saranno attribuiti ai primi dieci lavori della graduatoria stilata da un'apposita commissione giudicatrice. I fondi messi complessivamente a disposizione dalla Regione ammontano a 45 mila euro per il triennio.

La scadenza del bando per il terzo anno è per l'8 luglio e gli elaborati dovranno essere inviati tramite Pec all'indirizzo unistrasi@pec.it indicando nell'oggetto "Nome e Cognome, Premio Analisi e contrasto degli stereotipi di genere, anno 2019".
 

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