Presidente Regione a convegno Cisl: patto comune per sbloccare opere infrastrutturali strategiche

FIRENZE – Occorre un patto comune tra la Regione e tutte le forze sociali della Toscana per intervenire sul governo e chiedere lo sblocco delle opere infrastrutturali strategiche. E' questa la proposta formulata dal presidente della Regione al convegno della Cisl su infrastrutture e lavoro in Toscana cui ha partecipato anche il segretario generale della Cisl Annamaria Furlan.

E' necessario, ha proseguito, mettere il governo intorno un tavolo con la lista delle opere da far partire subito. La mancata partenza  di molte infrastrutture strategiche per il nostro territorio, ha spiegato ancora il presidente, frena l'economia, impedisce significativi incrementi occupazionali, ed è un ostacolo per il futuro: una regione come la nostra che vive di export, turismo e di ricerca, se non è adeguatamente connessa col mondo, rischia di restare ai margini.

Il presidente ha ricordato in sintesi le infrastrutture di trasporto più significative che devono partire o essere completate e sulle quali la Regione ha già preso una sua decisione politica, ma per le quali occorre uno sblocco dal governo nazionale. Tra le opere viarie l'elenco delle priorità include il completamento a 4 corsie della tirrenica, la Grosseto-Siena, la partenza dei cantieri sulla E45,  tra quelle ferroviarie il sottoattraversamento di Firenze,  il raddoppio della Pistoia-Lucca (manca la seconda tranche che deve finanziare il governo), l'ammodernamento della Empoli-Siena,.per quelle portuali, lo sblocco della darsena Europa (già finanziata con fondi regionali) e infine investimenti sugli aeroporti a partire dal riadeguamento della pista di Peretola.

I ritardi e l'impasse su molte delle opere infrastrutturali strategiche, ha spiegato il presidente,  derivano da tanti fattori. Sia da legislazioni da rivedere in materie di appalti, ma anche dalle divisioni politiche all'interno del governo.

Se queste opere venissero sbloccate, ha evidenziato il presidente, vi sarebbe un fortissimo impatto sull'economia nell'arco di 3-4 anni,  sarebbero risolti nodi infrastrutturali decisivi per lo sviluppo,  migliorando considerevolmente la mobilità dei cittadini e delle merci. Avremmo quindi una Toscana più moderna e competitiva meglio collegata col mondo.

Di qui l'appello del presidente a unire le forze e a premere sul governo per stabilire l'elenco delle opere da far partire nel più breve tempo possibile.

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