Rapporto sull’economia in Toscana, chi cresce e chi arretra

FIRENZE - Cresce l'export: +4,4%, dal 2008 il 25 per cento in valore in più e dunque meglio della Germania. Cresce assai più delle importazioni (+1,8%). E migliora dunque la bilancia commerciale toscana. Si attenuano le difficoltà sul fronte dell'accesso al credito e poiché il denaro costa di meno di un tempo, ci guadagnano le imprese: 90 milioni il risparmio stimato nel 2014 per le società di capitali. Crescono nel 2014 anche i consumi delle famiglie (+0,7%), ma la domanda interna toscana cala: per gli investimenti pubblici e privati in diminuzione (-3%) ma che potrebbero tornare a crescere nel 2016 e per i consumi della pubblica amministrazione (-1%), sottoposta alla cura dimagrante della spending review e con minori risorse a disposizione.

Sono alcuni dei numeri del rapporto annuale sulla situazione economica toscana presentato da Irpet e Unioncamere.

Consumi interni in leggera ripresa
Se gli investimenti e la spesa pubblica è in calo, sono tornati a crescere i consumi dei cittadini (+0,7%): un po' per la spesa dei residenti e un po' per quella dei turisti, dove ad aumentare nel 2014 sono stati più quelli italiani (+2,5%) che quelli stranieri (+0,1%). Nella ripresa dei consumi interni, che valgono il doppio dell'export, ha avuto un peso anche la riduzione dei prezzi, determinata dal calo dei beni energetici. Questo è stato di sollievo per i bilanci delle famiglie, ma anche per quelli delle imprese consentendo alle aziende di ricostruire in parte i margini di profitto con una leggere crescita (+0,4%) del valore aggiunto con l'unica eccezione di agricoltura e costruzioni.

Produzione in calo, ma cresce la farmaceutica
La produzione di beni e servizi continua invece a flettere (-1,3%), anche se su ritmi meno accentuati che in passato. Si contrae il fatturato dell'edilizia (-6,5%), che più sembra aver patito quella che tutti definiscono la peggiore crisi dal dopoguerra: mancano le commesse.

Cresce nell'industria la farmaceutica e continuano a far registrare performance sostenute le imprese dei comparti ad elevato contenuto tecnologico. Segnali di tenuta arrivano dall'industria meccanica e dall'elettronica, mentre ancora pesante è la flessione del sistema-casa.

Tornano a crescere anche le imprese
I fatturati aziendali sono rimasti nel complesso nel 2014 stabili sui valori dell'anno precedente. Arretra ancora il fatturato delle imprese artigiane (-4,2%), che diminuiscono. Tra quelle chiuse e quelle aperte il saldo è negativo per 1031 unità. Nel complesso le imprese toscane prese nella loro totalità però crescono: + 0,6%, con la maggior crescita (+1,3%) nel terziario e le maggiori perdite nell'agricoltura (-603 unità) e edilizia (-699). Con le imprese più giovani che si confermano le più dinamiche.

Guardando verso fine anno
Mentre si presentano i risultati del 2014, gli occhi sono comunque tutti puntati sul 2015 e su quello che potranno essere i risultati per l'anno in corso.

Se il fattore trainante della ripresa prevista per il 2015 sarà ancora il mercato internazionale - per i vantaggi, dicono gli esperti, offerti anche dall'indebolimento dell'euro – un contributo positivo sembra che potrà venire proprio dalla domanda interna, ribaltando uno scenario che oramai durava da troppi anni. Si prevede che aumenteranno ancora i consumi individuali (+1,1%), per la crescita del reddito disponibile e la frenata dei prezzi. E terranno gli investimenti, che nel 2016 potrebbero tornare ad aumentare.

 

Per saperne di più:

Il rapporto integrale
Sintesi del rapporto sul mercato del lavoro in Toscana
Sintesi del rapporto sulla situazione economica in Toscana

La presentazione di Leonardo Ghezzi e Nicola Sciclone (Irpet)
La presentazione di Riccardo Perugi (Unionecamere Toscana)

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