Regionali: nel PD è l’ora degli outsider

Regionali: nel PD è l’ora degli outsider

In vista delle elezioni regionali del prossimo anno, nel Pd Toscano si accende la  corsa alla candidatura. Tra veti incrociati e  giochi di correnti ad imporsi potrebbe essere un outsider

Giani, Bonafè, Saccardi, Gelli…E se alla fine  la  spuntasse un (o una) outsider? Proviamo a mettere ordine. La prima cosa da chiarire e se ci saranno o meno le primarie. Qualcuno le vuole, a Roma preferirebbero invece  una soluzione unitaria che evitasse la lotta fratricida, sempre pericolosa, soprattutto in una regione dove gli equilibri di segreteria non coincidono con quelli nazionali. Nel partito toscano infatti i (cosiddetti) renziani  hanno ancora la maggioranza,  anche se nelle ultime primarie nazionali Zingaretti ha comunque trionfato con oltre il 60%.

Da parte sua  Matteo Renzi ha espresso recentemente il suo apprezzamento per la candidatura di Eugenio Giani, presidente del consiglio regionale uscente.  Per quanto  la candidata di punta dello schieramento che fa capo all’ex permier  sarebbe quella dell’europarlamentare e segretaria regionale Simona Bonafè, che però rappresenterebbe  uno smacco probabilmente eccessivo  per gli zingarettiani. Anche se le malelingue dicono che qualcuno di loro, sotto sotto, sta già trattando.

Poi c’è Stefania Saccardi, attuale assessore alla sanità della regione, ovvero nella poltrona su cui si sono seduti sia Claudio Martini che Enrico Rossi prima di diventare gli ultimi due presidenti di giunta. Nei mesi scorsi la  candidatura pareva assolutamente  certa, ora le sue quotazioni sarebbero però in ribasso. Ma nelle primarie aperte rappresenterebbe un osso duro per tutti.  Lei non nega di essere interessata, ma ovviamente non conferma.

A Roma vorrebbero un civico,  che tuttavia non si trova. E se dunque,  alla fine,   a spuntar fuori non fosse proprio un outsider? O una, come dicevamo?

Sotto traccia lavora ad esempio  il sindaco di Campi Bisenzio,  Emiliano Fossi, che sta costruendo quella che si chiama una ‘rete dal basso’. Fossi però non sarebbe graditissimo al capo degli zingarettiani toscani, Valerio Fabiani. Ci sarebbe poi  Enrico Letta che sembra  non disdegni la possibilità di un ritorno sulla scena dalla porta principale nella sua regione che, per inciso,  sarebbe anche il fortino del suo non proprio amatissimo successore a Palazzo Chigi.

Infine quella Rosa Maria di Giorgi, ex vicepresidente del Senato, più volte assessore a Firenze, attuale deputata in linea con la segreteria nazionale ma con un passato nelle fila renziane;  cattolica, ma  convinta sostenitrice della necessità di allargare il campo delle alleanze sia a livello locale che nazionale.

Insomma, la partita per il dopo-Rossi è aperta più che mai. Vedremo. Anche perché nel frattempo ci s’è messa anche la rete dei sindaci usciti  ‘vincenti’ dalle ultime amministrative che, sotto la guida di Dario Nardella, intende far valere i propri voti,  e il proprio peso politico,  nella partita.

 

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