Rete pediatrica regionale, insediata stamani al Meyer la Consulta tecnico scientifica

FIRENZE - Si è insediata stamani al Meyer la Consulta tecnico scientifica, organismo che completa la struttura di "governance" della Rete pediatrica regionale. La giornata di insediamento, aperta nell'aula magna dal direttore dell'ospedale pediatrico Alberto Zanobini, che ha fatto un primo punto del lavoro svolto finora dalla Rete pediatrica regionale, è stata conclusa dall'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi.

"La rete pediatrica regionale è nata per assicurare a tutti i bambini toscani, ovunque essi vivano, la stessa elevata qualità di cure - ha detto l'assessore Saccardi - Come assessorato, ma anche come Consiglio regionale,  ci abbiamo creduto così tanto da averle dato forza di legge, inserendola nella legge di riordino del sistema sanitario toscano.  Da allora un importante lavoro è stato fatto, abbiamo già un modello organizzativo della rete dell'emergenza pediatrica e di quella neonatologica. E si sta lavorando per arrivare celermente alla definizione del modello di rete oncologica, quella delle cure palliative e della cronicità. Perseguiremo questo obiettivo con grande determinazione proprio perché la rete pediatrica sia un'opportunità straordinaria per tutti i bambini della nostra regione".

Francesca Bellini, direttore sanitario del Meyer, ha presentato la Rete Pronto Soccorso e la Rete Neonatologica. Si tratta di un lavoro rilevante, ossia la definizione da parte della Rete del percorso diagnostico terapeutico assistenziale più idoneo per ciascun bambino che accede al Pronto Soccorso, sia egli neonato, bimbo traumatizzato, con problemi neuropsichiatrici, con patologia complessa, vittima di maltrattamenti, solo per citare alcune situazioni. Proprio per dare risposta alle necessità di ogni bambino in qualsiasi punto della Toscana egli risieda,  si è ripensata l'organizzazione del Pronto Soccorso, a partire dal triage. Il lavoro è confluito nel documento che definisce il modello di funzionamento della rete pediatrica dell'emergenza. Affiancato a questo, il gruppo di lavoro dell'Emergenza, ha ridefinito il sistema di trasporto sanitario pediatrico regionale. A seguire si è tenuta la tavola rotonda sulla "Rete pediatrica: opportunità per il servizio sanitario della Toscana".

Maggiore uniformità di risposte, chiara identificazione dei ruoli dei differenti punti di erogazione, più efficace sinergia tra i servizi coinvolti nei percorsi di cura. Questi gli obiettivi della Rete pediatrica regionale. L'insediamento della Consulta tecnico scientifica porta a termine la struttura che governa la rete. Di questo organismo fanno parte  professionisti individuati all'interno delle aziende sanitarie regionali e della pediatria di famiglia, in modo da integrare tutti gli apporti professionali disponibili all'interno del Servizio sanitario regionale.  La Consulta ha il compito di costruire indirizzi e protocolli operativi per promuovere la qualità e la sicurezza dei percorsi clinico assistenziali della Rete pediatrica, in modo da garantire al meglio il bambino nella gestione complessiva dello specifico problema di salute. Per far questo si avvarrà di volta in volta di gruppi di lavoro composti da professionisti con competenze specifiche rispetto ai temi ritenuti via via di interesse, per sfruttare al massimo tutte le potenzialità presenti e consentire ai professionisti di sentirsi davvero componente attiva della rete. Della Consulta fanno parte anche rappresentanti delle associazioni dei genitori.

Obiettivo della rete pediatrica è quello di realizzare una struttura che, anche se dislocata su più sedi, sia virtualmente un unicum. Lo scopo è quello di far sì che in ogni ambulatorio o reparto di pediatria della Toscana i bambini e le famiglie sentano di essere accolti e presi in cura dallo stesso sistema, con persone, sì, diverse, ma sempre con le competenze adeguate e con pari efficacia delle risposte.  Questo è l'obiettivo principale delle politiche di miglioramento dell'assistenza sanitaria regionale: garantire equità di accesso dei cittadini ai servizi, minimizzando le barriere di accesso al sistema delle cure e assicurandone la prossimità per le risposte che è giusto fornire diffusamente e la centralizzazione per gli interventi a maggiore complessità, che richiedono tecnologie e competenze specifiche, valorizzare le competenze, ridurre la variabilità nelle risposte, favorire la circolarità delle conoscenze e delle competenze grazie alla trasformazione dei meccanismi di coordinamento e di cooperazione tra i professionisti.

(ha collaborato Roberta Rezoalli, ufficio stampa AOU Meyer)

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