Riace, la testimonianza del sindaco “tra i 50 leader più influenti del mondo”

RIACE (RC) - Enrico Rossi è in visita a Riace per capire come la sperimentazione dell'accoglienza dei migranti sia diventata una buona pratica a livello internazionale. Oggi ha incontrato il sindaco Domenico Lucano, recentemente inserito dalla rivista americana Fortune nella classifica dei 50 leader più influenti del mondo per il suo impegno nel campo dell'immigrazione dopo aver fondato la lista di cittadinanza "Un'altra Riace è possibile", sull'onda culturale dei Social forum, e aver vinto le elezioni dal 2004 ad oggi. Il Comune di Riace, nemmeno 2.000 abitanti, in questi anni anni ha dato ospitalità ad oltre 6.000 immigrati che con la loro presenza e grazie ad un programma di inserimento e di accoglienza innovativo e a basso costo hanno fatto letteralmente rinascere socialmente ed economicamente la cittadina in provincia di Reggio Calabria. Oggi 400 di loro vivono e lavorano a Riace.
 
 
Il racconto del sindaco parte dal giorno delle elezioni: "Non ci credeva nessuno alla nostra vittoria. Quando sono diventato sindaco, mio padre, vecchio democristiano, si è messo a piangere. Abbiamo lottato contro la rassegnazione e la disillusione, anche grazie all'aiuto di Giancarlo Maria Bregantini, prete ispirato dalla Teologia della liberazione, da sempre impegnato nella lotta alle mafie".
 
"Lo sbarco e la presenza dei migranti ha attivato negli anni nuove dinamiche politiche e sociali", ha raccontato Lucano. "Abbiamo immaginato di costruire un programma di accoglienza usando le case dei nostri emigrati nel nord Italia e in giro per il mondo. Sono stati molto generosi e ci hanno dato la possibilità di usare le loro abitazioni a costo zero. Le abbiamo ristrutturate chiedendo e ottenendo un prestito di 50.000 euro per 10 anni a Banca Etica. Dal 1998, dallo sbarco dei curdi a Riace Marina in poi, abbiamo coinvolto i "vicini di casa" come volontari, come attivisti e come persone in grado di dare una risposta al bisogno impellente di accoglienza".
 
Il sindaco di Riace ha poi aggiunto: "Da un'accoglienza improvvisata siamo passati prima al Programma nazionale asilo (Pna) e poi al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), abbiamo chiesto altri fondi e riattivato altre abitazioni. Nonostante la presenza dei Bronzi il turismo a Riace ha sempre faticato a decollare. L'accoglienza invece ha appassionato tante persone, e così abbiamo cominciato a metter su anche dei laboratori artigianali, per far collaborare i nostri cittadini con i migranti. Facendo lavorare con successo tante persone alla ristrutturazione delle case, e quindi del centro storico, ci ha messo a confronto anche con la speculazione edilizia".
 
Per Lucano "è merito dell'accoglienza diffusa e fondata su criteri etici se siamo stati in grado di produrre un valore aggiunto straordinario, con ricadute positive su tutto il territorio. Ci sono sei soggetti gestori a cui vanno i 35 euro dello Stato per il Sistema di protezione e con queste risorse misceliamo virtuosamente formazione e lavoro, tramite delle borse dedicate, aiutando così i percorsi personali di integrazione dei migranti".
 
Ma come funziona il meccanismo economico di accoglienza? Lucano entra nel dettaglio: "Ogni persona viene ospitata in una casa, completamente ristrutturata e arredata, o in una famiglia tra le più disponibili. Le spese quotidiane sono pagate con dei bonus stornati dai 35 euro stanziati dallo Stato. I bonus sono una vera e propria moneta alternativa, creata nel 2011, e ne diamo ogni mese per 250 euro a persona se questa è sola; 230 a testa se si tratta di una coppia e via a scalare (200x3 persone; 190x4). Essendo spendibili solo nel territorio comunale si tratta di un'altra formidabile spinta a sostegno di tutta la comunità. La nostra economia, grazie ai migranti e alle tante sperimentazioni ha ricominciato a girare. E con essa tutta Riace", ha concluso Domenico Lucano.

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