Ricerca, sviluppo e innovazione, Rossi: “Per una Toscana sempre più competitiva”

FIRENZE – Efficiente impiego di risorse inferiori, capacità di scommettere su un nucleo di imprese dinamiche e innovative, grandi investimenti su formazione e ricerca, potenziamento delle infrastrutture, attenta valutazione dei risultati. Questi alcuni dei punti toccati dal presidente Enrico Rossi in conclusione del workshop ‘La Toscana che innova: imprese, ricerca e competenze' che si è svolto oggi pomeriggio presso l'Auditorium di Sant'Apollonia a Firenze.

"I nostri obiettivi di questo incontro – ha detto Rossi - erano capire eventuali criticità nella gestione di bandi e risorse legati a ricerca, sviluppo e innovazione e capire se ci sia il modo di creare una comunità di imprese in grado di comunicare tra loro, di conoscersi e condividere i risultati ottenuti, seppur operando in settori spesso anche molto diversi. Ecco, posso dire che in Toscana, in base ai risultati di questi bandi, esiste un nucleo di imprese altamente competitive e innovative, che hanno investito e innovato in tempi di crisi e che adesso non hanno paura di affacciarsi al mondo. Un nucleo sul quale la Regione ha deciso di investire nelle fasi critiche di questi anni. Scelta che si è rivelata giusta – ha proseguito - e della quale rivendico la bontà; che ha permesso di tener su l'economia toscana e rimettere in moto il sistema. Del resto quando hai un solo secchio d'acqua a disposizione per annaffiare l'orto come lo usi? Annaffi ovunque tutto o ti concentri sulle coltivazioni che possono darti i maggiori frutti? Questa l'idea che ci ha guidato nella gestione della nuova programmazione comunitaria e spinto ad anticipare i fondi europei rispetto al nuovo settennato, che ha portato la Toscana ad essere la prima a dare una mano alle imprese e farla ripartire".

Altro strumento sul quale la Toscana vuole insistere è la formazione. "Stiamo provando – ha spiegato il presidente - anche in rapporto a quanto fatto dal governo, a mettere sempre più in relazione scuola e lavoro. Ridurre la formazione al solo apprendistato in fabbrica significa non considerare quanto viene fatto, meglio, dall'Europa e da qualche altra regione italiana. Lo stesso vale anche per l'università, mettendo a regime finanziamenti legati al mondo della ricerca". Senza poi dimenticare le infrastrutture. "Stiamo investendo pesantemente su porti e ferrovie. L'obiettivo è una Toscana più collegata. Resta il grosso nodo legato alla Tirrenica, opera assolutamente da sbloccare".

Rossi quindi, sollecitato dai partecipanti al workshop, chiude il proprio intervento sulla valutazione dei progetti. "Altro punto fondamentale. Non possiamo soltanto preoccuparci di spendere i fondi. Occorre fare un passaggio in più per arrivare ad essere una buona pratica a livello europeo. Va creato un set di indicatori che possano permettere di valutare e misurare i risultati ottenuti, non limitarci ai parametri previsionali".

I commenti sono chiusi