Richiedenti asilo puliranno da volontari gli argini di Arno, Mugnone, Ombrone pistoiese e Brana

FIRENZE – I rifugiati e profughi che hanno richiesto asilo e sono ospiti in Toscana aiuteranno i consorzi di bonifica a pulire da carte e rifiuti gli argini e le sponde di fiumi e torrenti, immediatamente prima o dopo il taglio stagionale dell'erba. Si parte da Firenze e da Pistoia, sull'Arno e il Mugnone nel tratto urbano e sull'Ombrone e la Brana lungo le mura pistoiesi e più a ridosso della città, con una quindicina di volontari: tutti ragazzi e giovani dell'Africa subsahariana, tra diciotto e ventotto anni, giunti in Toscana a settembre dell'anno scorso dal Mali e dalla Nigeria, dalla Costa d'Avorio, il Senegal e il Gambia. Un esperimento che i promotori si augurano che possa allargarsi.

Le prime due convenzioni sono state firmate oggi a Firenze tra il Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno, la Federazione delle Misericordia e l'associazione Aics accoglienza solidale di Firenze, che assieme a molte altre associazioni e cooperative stanno gestendo in Toscana, in convenzione con le prefetture, l'accoglienza di quasi settemiladuecento migranti arrivati dal 2014, distribuiti in più di cinquecento strutture di 199 diversi comuni, a cui si aggiungono altri 679 migranti accolti nei centri Sprar o in strutture polifunzionali come il Paci di Firenze.

"Questa iniziativa - sottolinea l'assessore all'immigrazione Vittorio Bugli - traduce in azione concreta l'accordo che abbiamo siglato l'anno scorso con i consorzi di bonifica. In Toscana cerchiamo di essere attenti all'accoglienza dei migranti in fuga dai loro paesi, ma un'accoglienza vera che funzioni devo poi tradursi in integrazione che la si fa anche prendendosi cura tutti assieme dell'ambiente, dei parchi e degli spazi comuni dove ogni comunità vive". 

"Da queste come altre esperienze – aggiunge l'assessore - possono nascere, specialmente per le persone già riconosciute come rifugiati o comunque in possesso di un permesso umanitario e quindi regolarizzate per un periodo di tempo lungo, nuove esperienze di inserimento in piccoli progetti di lavoro per la cura del patrimonio ambientale, boschivo, di quello agricolo o per il ripopolamento dei borghi contribuendo ad alimentare un'economia circolare e rendendoli parzialmente autonomi".

E' l'esperienza in parte costruita nel comune calabrese di Riace e che il presidente Rossi, in visita in Calabria, ha annunciato di voler provare a replicare anche in Toscana.

"Il Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno è il primo in Toscana e forse in Italia ad essere giunto all'avvio della fase operativa per offrire ai migranti presenti sul territorio un'opportunità nuova in termini di formazione e di attività volontaria e ai corsi d'acqua del comprensorio più completezza di manutenzione", commenta soddisfatto il presidente del consorzio Marco Bottino. Alla firma hanno partecipato anche alcuni dei ragazzi che saranno impegnati sugli argini. "Il loro prezioso lavoro volontario – aggiunge Bottino – non solo migliorerà la manutenzione dal punto di vista idraulico e di fruibilità, funzioni proprie del consorzio, ma anche riguardo la pulizia generale il decoro urbano".

I giovani che parteciperanno alla pulizia degli argini fiorentini di Arno e Mugnone, muniti di guanti e pinze e con abbigliamento adatto, vivono oggi all'ostello di Villa Camerata. Gli ospiti che hanno dato la loro disponibilità a pulire Ombrone e Brana, lungo gli argini percorsi dai pistoiesi, sono invece sistemati in più strutture, dalla città fino alla montagna. L'attività naturalmente è volontaria e nessuno di loro potrà utilizzare macchinari. Gli interventi che li vedrà impegnati sono aggiuntivi e diversi da quelli già svolti dal personale interno o dalle ditte che lavorano per i consorzi. Tutti saranno coperti da assicurazione.

Entro la metà di giugno sarà organizzata una giornata di formazione, sei ore in aula e due di pratica. Sarà l'agenzia formativa Chiantiform ad occuparsene, la stessa che a San Casciano in Val di Pesa da due anni organizza una scuola di contadini per giovani ragazzi toscani che non riusciti a finire le scuole. Dopodiché tutti lungo argine e sponde a raccogliere rifiuti e cartacce.

 

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