Rio 2016, con 11 medaglie Toscana seconda soltanto al Lazio

FIRENZE - I Giochi olimpici di Rio de Janeiro si sono conclusi con l'Italia al 9° posto nel medagliere e con 28 medaglie conquistate: 8 d'oro, 12 d'argento e 8 di bronzo. Risultato, questo, che eguaglia il numero complessivo delle medaglie vinte quattro anni fa a Londra (8 ori, 9 argenti e 11 bronzi) e che supera ampiamente le previsioni ottimistiche della vigilia.

La Toscana ha recitato un ruolo di assoluta protagonista conquistando con i suoi atleti 11 medaglie (8 individuali e 3 a squadre) di cui 4 d'oro, 4 d'argento e 3 di bronzo, migliorando il risultato di Londra 2012 quando ne centrò 7 (2 d'oro, 3 d'argento e 2 di bronzo). Dei medagliati di 4 anni fa sono saliti nuovamente sul podio olimpico Niccolò Campriani (tiro a segno: 1 oro e 1 argento nel 2012, 2 ori a Rio) e Stefano Tempesti (pallanuoto: 1 argento nel 2012, 1 bronzo a Rio). Niccolò Campriani e Gabriele Detti, insieme alla bolzanina Tania Cagnotto (tuffi), sono gli unici tre atleti della spedizione azzurra ad essere saliti due volte sul podio: due medaglie d'oro per Campriani, due di bronzo per Detti, una d'argento e una di bronzo per la Cagnotto.

Quindici le Regioni andate a medaglia contro le 13 del 2012: il Lazio la più titolata (davanti a Toscana, Liguria e Sicilia). Niccolò Campriani è il 5° azzurro della storia a vincere 2 ori individuali nella stessa edizione dei Giochi dopo Nedo Nadi e Ugo Frigerio nel 1920, Sante Gaiardoni nel 1960 e Domenico Fioravanti nel 2000. Gabriele Detti, dopo Calligaris, Fioravanti e Rosolino, è uno dei 4 nuotatori azzurri di tutti i tempi ad essere salito per due volte sul podio olimpico nella stessa edizione. Tania Cagnotto ha vinto la medaglia 36 anni dopo il padre, bronzo a Mosca; Gabriele Rossetti ha vinto la medaglia 24 anni dopo il papà Bruno.

Ecco le medaglie vinte da atleti toscani (di nascita o adozione):

Oro
* Diana Bacosi – Tiro a volo, skeet
* Niccolò Campriani – Tiro a segno, carabina 10 metri
* Niccolò Campriani – Tiro a segno, carabina 50 metri 3 posizioni
* Gabriele Rossetti – Tiro a volo, skeet

Argento
* Rachele Bruni – Nuoto, 10 km
* Simone Buti – Pallavolo (medaglia a squadre)
* Marco Innocenti – Tiro a volo, double trap
* Chiara Tabani – Pallanuoto (medaglia a squadre)

Bronzo
* Gabriele Detti – Nuoto, 400 sl
* Gabriele Detti – Nuoto, 1500 sl
* Stefano Tempesti – Pallanuoto (medaglia a squadre)

SIMONE BUTI (PALLAVOLO)
L'Italvolley si è colorata d'argento mancando per poco il trionfo. La Nazionale maschile di pallavolo, guidata da Gianlorenzo Blengini, ha conquistato infatti il secondo gradino del podio al termine di uno strepitoso torneo olimpico. Gli azzurri si sono arresi in finale ai padroni di casa del Brasile per 3-0 (25-22, 28-26, 26-24) ma sono usciti dal campo fra gli applausi di uno stadio del volley gremito al termine di una gara equilibrata e vibrante, caratterizzata peraltro da alcune decisioni discusse.
E' il terzo argento olimpico nella storia del volley italiano, dopo quelli vinti ad Atlanta 1996 e ad Atene 2004, e la sesta medaglia a cinque cerchi conquistata nella disciplina, considerando i 3 bronzi vinti a Los Angeles 1984, Sydney 2000 e a Londra quattro anni fa.
Il toscano Simone Buti, sempre schierato titolare nel ruolo di "centrale", ha così dato lustro alla sua prima partecipazione olimpica dopo le medaglie già collezionate agli Europei 2011 (argento) e 2015 (bronzo); nella fase finale di World League disputata a Firenze nel 2014 (bronzo) e nella Coppa del Mondo 2015 (argento).

STEFANO TEMPESTI (PALLANUOTO)
Superando in finale il Montenegro per 12-10 il Settebello azzurro ha conquistato una splendida medaglia di bronzo confermandosi così sul podio dopo l'argento di Londra quattro anni fa.
Ed è stata festa tricolore che ha premiato il lavoro profuso da Sandro Campagna nella gestione e nel rinnovamento del gruppo. Per la Nazionale italiana - già tre volte campione olimpico: nel 1948, 1960 e 1992 - questa è l'ottava medaglia conquistata ai Giochi, ed il terzo bronzo della storia dopo quelli di Helsinki 1952 e Atlanta 1996.
Veterano della squadra, della quale era anche capitano, il pratese plurimedagliato Stefano Tempesti, alla sua quinta partecipazione olimpica, confermatosi ancora una volta uno dei migliori in assoluto fra i portieri di tutte le squadre iscritte al torneo.
Tra l'altro la sua presenza a Rio era stata messa a forte rischio poco tempo prima della partenza per un incidente subito all'occhio durante un allenamento, che lo aveva costretto a sottoporsi ad un intervento alla retina risoltosi fortunatemente in breve tempo.

CHIARA TABANI (PALLANUOTO)
Confermando le aspettative della vigilia, e per non essere da meno del Settebello, il Setterosa si è meritatamente laureato vicecampione olimpico. La Nazionale femminile di pallanuoto guidata da Fabio Conti, al termine di un cammino da applausi si è arresa solo agli Stati Uniti (12-5): la squadra più forte in assoluto, campione mondiale in carica oltre che detentrice della Coppa del Mondo e della World League.
Per la Nazionale "rosa" italiana, che aveva chiuso al settimo posto i Giochi di Londra di quattro anni fa, si tratta della seconda medaglia olimpica dopo l'oro conquistato ad Atene nel 2004.
Fra le protagoniste di questa affermazione la pratese Chiara Tabani, 22 anni, la più giovane della squadra, nel cui palmarés internazionale figurano anche altre due medaglie di bronzo vinte rispettivamente ai Mondiali di Kazan nel 2015 e agli Europei di Belgrado di quest'anno.
L'azzurra, approdata a questo sport grazie alla sorella Elena, anche lei pallanotista, affronterà nella prossima stagione una avventura tutta nuova, ingaggiata dal Sabadell di Barcellona, campione d'Europa in carica.

RACHELE BRUNI (NUOTO DI FONDO)
Splendida prestazione di Rachele Bruni, alla sua prima partecipazione olimpica, che, nelle acque di Fort Copacabana, ha chiuso al terzo posto la finale della 10 chilometri di nuoto di fondo in 1h56:49.5 alle spalle dell'olandese Van Rouwendal 1h56:32.1 e della francese Muller (1h56:48.7). Dopo aver esultato per la medaglia di bronzo, le è stata assegnata invece quella d'argento per la squalifica della Muller per una irregolarità commessa nella volata finale proprio ai danni dell'azzurra. Una medaglia, questa, che ha migliorato il bronzo vinto 4 anni fa a Londra da Martina Grimaldi nella stessa specialità: prima medaglia italiana nel nuoto di fondo.
Tre volte campionessa europea nella 5 km individuale, alla Bruni mancava proprio una medaglia olimpica per arricchire un palmarès già di tutto rispetto. Giunta nelle acque aperte di Rio da numero 1 del ranking mondiale, anche nel mare brasiliano si è confermata una delle fondiste più forti del pianeta. Le speranze di medaglia erano alte e l'azzurra non ha tradito grazie ad un allungo decisivo piazzato ad un chilometro dalla fine insieme alla irresistibile olandese Van Rouwendaal ed alla Muller.

NICCOLÒ CAMPRIANI (TIRO A SEGNO)
Rio 2016 come Londra 2012, anzi meglio, se al poligono di tiro c'è Niccolò Campriani. L'azzurro, infatti, ha bissato l'oro vinto quattro anni fa nella carabina 50 metri 3 posizioni superando, con un finale thrilling, il russo Kamenskiy col punteggio di 458.8 (record olimpico) a 458.5. Il fiorentino entra così nel club esclusivo degli atleti italiani che hanno conquistato almeno tre ori olimpici: uno a Londra e due quest'anno. Quello sui 50 metri 3 posizioni ha fatto seguito, infatti, all'altro vinto due giorni prima nella carabina aria compressa 10 metri (specialità in cui nel 2012 ottenne invece l'argento).
"In questo ultimo quadriennio ho fatto veramente moltissima fatica ad adattarmi al nuovo format di finale - ha spiegato -, di fatto queste sono le prime medaglie d'oro che conquisto da quando sono cambiate le regole nel 2013. In certi momenti ho addirittura odiato questo sport perché non mi ritrovavo più nelle caratteristiche con cui avevo iniziato. In finale la tecnica è saltata: un attimo prima ero nel 10 e quello dopo ero nel 6. In quelle situazioni è come un chiodo schiaccia chiodo: la paura è cosi forte che devi ritrovare davvero un pensiero altrettanto forte a cui aggrapparti e così io ho cercato in tutti modi di trovare il pensiero profondo che potesse aiutarmi a gestire la gara".

GABRIELE DETTI (NUOTO)
Due medaglie come Campriani e la tuffatrice Tania Cagnotto. Gabriele Detti è entrato di diritto nel ristretto club dei plurimedagliati di Rio 2016 vincendo due bronzi e confermandosi uno dei grandi protagonisti del nuoto mondiale scesi in acqua nella vasca dell'Olympic Aquatics Stadium . Il trentaduenne livornese, infatti, dopo aver conquistato il podio nei 400 stile libero alle spalle dell'australiano Horton e del cinese Sun Yang mancando per appena 9 centesimi il record italiano sulla distanza stabilito da Rosolino ai Giochi di Sydney 2000, si è ripetuto - migliorando il proprio personale di quasi 6 secondi - sui 1500 stile libero vinti dall'altro azzurro Gregorio Paltrinieri - campione mondiale della specialità a Kazan 2015 - davanti all'americano Connor Jaeger suo vice iridato.
Detti, alla seconda partecipazione olimpica, migliora così il 13° posto con cui chiuse la gara dei 1500 stile libero ai Giochi di Londra di quattro anni fa. Ma che questa fosse per lui una stagione speciale lo confermano il titolo europeo sui 400, i due argenti sugli 800 e i 1500, e il bronzo nella staffetta 4x200 vinti agli Europei di Londra quest'anno poco prima di Rio.

DIANA BACOSI (TIRO A VOLO)
A Rio 2016 lo skeet femminile ha visto sventolare sui pennoni più alti del podio due bandiere tricolori. La finale per l'oro, infatti, è stata una questione tutta italiana tra Diana Bacosi e Chiara Cainero. A prevalere, alla fine dell'ultima serie di tiri, è stata la prima, debuttante ai Giochi, che si è imposta sull'altra azzurra, campionessa olimpica a Pechino 2008, per 15 centri a 14.
Bacosi, caporale scelto dell'Esercito, è nata a Città della Pieve, nel Perugino, ma ha vissuto a lungo a Cetona, nel Senese, dove abitano ancora i suoi genitori. E così le due città, che distano tra loro appena una quindicina di chilometri, e le due regioni si contendono simpaticamente - sul piano del campanile - quell'atleta e quel suo sorprendente trionfo olimpico.
Direttore tecnico delle due azzure il fiorentino olimpionico di Atene 2004 Andrea Benelli che, con l'altro oro conquistato nello skeet dal toscano Gabriele Rossetti, ha centrato così in una volta sola due ori e un argento: impresa mai riuscita in passato ad altri tecnici del tiro a volo e, in questa edizione dei Giochi, a nessun altro tecnico della squadra italiana.

GABRIELE ROSSETTI (TIRO A VOLO)
Di padre in figlio. Ventiquattro anni dopo papà Bruno, Gabriele Rossetti ha regalato all'Italia una medaglia olimpica nello skeet. Degno erede del padre, bronzo a Barcellona '92, l'azzurro però l'ha conquistata del metallo più pregiato: l'oro. Un primo posto sul podio, ottenuto a soli 21 anni, nella finale perfetta (16 a 15) vinta sullo svedese Svensson.
"La mia decisione di convocare Rossetti al posto di Riccardo Filippelli, il pistoiese che lo scorso anno si era guadagnato la carta olimpica - ha spiegato il direttore tecnico azzurro Andrea Benelli - era apparsa ad alcuni un po' rischiosa. Ma sapevo che Gabriele fosse un vero talento e che avesse un potenziale enorme; fino all'anno scorso gareggiava fra gli junior e da quando l'ho inserito fra i senior, prima dell'oro di Rio si era piazzato terzo ai Mondiali e aveva vinto la finale di Coppa del Mondo".
Che Rossetti, tra i più giovani in assoluto della delegazione azzurra, non fosse una scommessa lo conferma il fatto che nel suo palmarès figurano anche il titolo mondiale giovanile e quello europeo vinti rispettivamente a Lima e Suhl nel 2013, e il bronzo a Larcana l'anno prima.

MARCO INNOCENTI (TIRO A VOLO)
Marco Innocenti ha vinto la medaglia d'argento nel Double Trap. Il trentottenne pratese, alla sua terza presenza olimpica, dopo aver chiuso le eliminatorie al quinto posto, è stato superato allo shoot off finale (26-24) da Fehaid Alddehani, che gareggiava sotto la bandiera a cinque cerchi essendo nato in Kuwait.
Il tiro è una specialità di famiglia: Marco Innocenti, infatti, è fratello di Nadia, anche lei componente della squadra azzurra di double trap e cugino di Elena, altra azzurra.
Dopo le due eliminazioni nei round di qualificazione ai Giochi di Sydney 2000 e di Atene 2004 per l'atleta di Montemurlo, dove lavora nell'armeria di famiglia, al terzo tentativo - quando forse non ci pensava quasi più nessuno - è arrivata meritatamente la medaglia, anche se è stata dura.
"Quella del double trap - racconta - è una sfida fisicamente massacrante - il fucile pesa circa 4 chili e gli atleti devono alzarlo circa 200 volte in una gara. Servono attenzione, forza di volontà e freddezza per riuscire a colpire i due piattelli in sequenza. Ma, dopo tanti sforzi sono contento perché con questa medaglia ho realizzato il sogno di una vita".

Le schede di tutti i 32 atleti toscani che hanno partecipato ai giochi estivi di Rio 2016 (Olimpiadi e Paralimpiadi) si possono scaricare dall'indirizzo http://www.regione.toscana.it/-/rio-2016-la-premiazione-di-atleti-e-tecnici-toscani

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