Rossi a Comitato Regioni: “Europa rilanci investimenti e sì a Stati Uniti europei”

BRUXELLES - "Dal 2008 ad oggi le UE ha fatto registrare 2.800 miliardi di investimenti in meno e in Toscana, che ha resistito meglio di altri alla crisi, siamo scesi da 22 a 15 miliardi con il nostro export che è salito del 23%. Il PIL è ugualmente calato in modo consistente (-5,9), l'occupazione ha registrato una perdita di 24 mila posti di lavoro e la disoccupazione è più che raddoppiata. E' la dimostrazione che la domanda estera non basta e che occorre rilanciare quella interna soprattutto nella componente degli investimenti senza i quali il rischio è di perdere quella competitività che con tanti sforzi in questi anni abbiamo pervicacemente mantenuto".


Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, intervenendo a Bruxelles alla riunione del Comitato delle Regioni dedicata al Patto di stabilità.


"Dobbiamo insistere – ha precisato il presidente Rossi – nel richiedere che la quota di cofinanziamento di tutti gli investimenti europei, aumenti in maniera decisa senza farci condizionare dal Patto di stabilità. Solo così potremmo superare la situazione che ha portato all'attuale drammatica crisi finanziaria per raggiungere gli obiettivi delle unioni bancaria, fiscale, economica e politica. Non possiamo permetterci di vivere in un mercato unico con una moneta unica ma con 19 politiche economiche e finanziarie. Si impone una nuova volontà politica degli Stati membri per una revisione dei meccanismi attuali".


Enrico Rossi ha osservato quindi che il superamento del Patto di stabilità consentirebbe alla Toscana di investire, sempre in abbinamento con le risorse programmate a titolo dei fondi strutturali, ulteriori 62 milioni l'anno.


"La sola moneta unica – ha concluso il presidente della Toscana – non basta. Occorrerebbe unificare i debiti dei singoli Stati un un unico debito comunitario, "comunitarizzando" almeno una parte del debito. E' mancato il bene comune europeo. Sono mancati gli Stati uniti d'Europa. Dobbiamo ricostruire reti di protezione sociale, ripartire dal lavoro e dagli investimenti per porre le basi di un nuovo e più equo sviluppo". 

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