Rossi a Confcommercio: “Sostituire chi non investe i fondi disponibili”

ROMA - "Ritengo opportuno che lo Stato eserciti poteri sostitutivi laddove Regioni ed enti locali non riescano ad utilizzare i fondi disponibili per gli investimenti necessari. E ogni riferimento a ciò che è avvenuto in Puglia per il raddoppio della linea a binario unico tra Andria e Corato, è voluto e non casuale".

Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, nel corso del suo intervento alla tavola rotonda organizzata a Roma da Confcommercio nazionale e dedicata al tema "Meno tasse meno spesa binomio della ripresa".

"La Regione Toscana - ha sottolineato Rossi - dal 2010 ad oggi ha visto ridurre la propria possibilità di investire da 2,2 a 1,3 miliardi di euro l'anno e stiamo discutendo con il Governo se ci verrà consentito di arrivare ad 1,4. Dal 2008 ad oggi abbiamo perso 1.000 miliardi di investimenti pubblici e privati, con una flessione del 31%. Prima della crisi il sistema pubblico aveva investito 50 miliardi di euro. Nel 2014 siamo scesi a 36. Serve un'accelerazione legislativa da parte del Governo sulla possibilità di vendere il capitale pubblico per poter avere altre risorse da investire".

Il presidente ha poi richiamato le scelte operate dalla Regione Toscana per ridurre la propria spesa mantenendo inalterati i servizi e il bilancio destinato per la cultura e per il sociale, a partire dall'attuazione della pre-Fornero che ha determinato il blocco delle assunzioni per due anni e la riduzione del sovraccarico di personale e permesso una ristrutturazione utilizzando il personale proviente dalle Province. La Toscana ha ridotto i costi della politica passando per le alte dirigenza e le segreterie da una spesa di 3 a 2 milioni di euro.

"Possiamo fare - ha concluso Rossi - ancora meglio. Penso alla sanità dove, dopo la riduzione delle Aziende sanitarie da 12 a 3, credo possiamo passare ad una razionalizzazione di quelle ospedaliero universitarie e proseguire nel recupero dell'evasione che finora ha fruttato fino a 70 milioni l'anno. Ma sappiamo che nel distretto delle confezioni a Prato gestito dalla comunità cinese ci sono livelli di evasione altissimi. Lì è necessario intervenire sia pur con la necessaria gradualità".

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