Rossi a Parigi: “Il tempo delle attese è finito. Oggi è il tempo delle decisioni”

FIRENZE - "Il tempo per discutere sui cambiamenti climatici è finito: oggi è il tempo di decidere. Ne soffrono di più i paesi poveri e le regioni periferiche e marittime, anche europee, a nome delle quali sono qui a parlare."

Ha aperto così il suo intervento Enrico Rossi oggi a Parigi al workshop nell'ambito della Conferenza sul clima organizzato dalla Crpm (Conferenza delle regioni periferiche e marittime d'Europa) dal titolo "Seven seas, three oceans, one Europe: the Maritime Regions of Europe get involved to tackle climate change".
"Noi da tempo abbiamo assunto iniziative strutturali – ha proseguito -, abbiamo adottato programmi per ridurre le emissioni e transitare verso economie fondate sulle energie rinnovabili. È quello che ci chiedono la natura e l'umanità".
La legge che vieta di costruire vicino agli alvei dei fiumi, il contrasto al consumo di suolo agricolo, le ingenti risorse investite per il rimboschimento e la conservazione dei boschi, le politiche per l'impiego e la produzione di energie rinnovabili: queste alcune delle principali azioni messe in campo dalla Toscana che consentono una strategia di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.

1 miliardo di euro di danni negli ultimi 5 anni 
Nel suo intervento Rossi ha ricordato come in  Toscana sia più che raddoppiato il numero delle alluvioni negli ultimi anni rispetto ai primi anni novanta con danni enormi in termini di vite umane, alle strutture produttive, all'agricoltura, alle abitazioni civili e alle infrastrutture con danni che si aggirano su cifra che vanno dagli 800 milioni a 1 miliardo di euro solo negli ultimi 5 anni.

Più boschi, più agricoltura biologica e uno dei parchi più grandi d'Europa
"Con la legge – ha ricordato il presidente -, la 66 del 2011, abbiamo reso inedificabili le aree a rischio idraulico elevato. Abbiamo fermato il consumo di suolo agricolo (lr. 65/2014). Terreni fertili e ricchi di sostanza organica sono la nostra migliore assicurazione. Un'agricoltura biologica contrasta il dilavamento e trattiene nel suolo il carbonio. Il suolo sequestra il doppio del carbonio presente in atmosfera. Il triplo di quello catturato dalla vegetazione. Per questo abbiamo dedicato il 50% dei fondi del Piano di Sviluppo Rurale (2014-2020) alla lotta ai cambiamenti climatici (il 20% è la quota richiesta dall'UE). Un terzo di queste risorse sono destinate alla cura dei boschi. Alla manutenzione delle foreste danneggiate da eventi catastrofici. Il 5 marzo scorso un vento ad oltre 160 km/h, ha devastato 1.130 ettari di terre e boschi. Ha abbattuto 350.000 alberi. Per il rimboschimento di queste aree danneggiate saranno necessari 15 milioni di euro. 
La Toscana è la regione italiana più boscata, ci sono boschi sul 47% del territorio regionale che assorbono quasi un terzo (10 Milioni di tonnellate di CO2) delle emissioni di gas serra che produce (33 Milioni di tonnellate di CO2). Per aumentare la capacità di assorbimento si sono progettate nuove piantumazioni nell'area metropolitana fra Firenze e Prato. Un'area ricca di infrastrutture (autostrada, aeroporto, aree commerciali attrattive di traffico privato) e quindi di emissioni. Il Parco della Piana prevede più di 7000 ettari di aree verdi e agricole. Sarà uno dei parchi più grandi d'Europa. 
Inquinamento nelle città, un patto fra i sindaci
Parliamo delle città che devono adottare uno specifico piano contenente azioni di riduzione delle emissioni inquinanti, anche di CO2. Ad oggi sono stati approvati 32 di questi piani. Inoltre, la Regione Toscana ha aderito in qualità di Coordinatore Territoriale al Patto dei Sindaci, la principale iniziativa comunitaria per coinvolgere le autorità locali nel raggiungimento degli obiettivi fissati dal Pacchetto Clima ed Energia. In Toscana sono 60 i Comuni aderenti al Patto.

Energie rinnovabili e green economy
"Per affrontare questa sfida – ha detto Rossi - ci siamo dotati di un Piano Ambientale ed Energetico che oltre a contrastare i cambiamenti climatici contribuisce alla riduzione delle emissioni climalteranti in diversi settori".
Per esempio nel campo delle energie rinnovabili. dove la Toscana può vantare un contributo unico grazie all'energia geotermica con le sue 32 centrali che sviluppano complessivamente una potenza di 711 MW, per una produzione annuale che supera i 5.000 MW. Si sta lavorando per ridurre e abbattere l'emissione di CO2 abbinata all'estrazione di questa importante energia.  
Il passaggio ad una società "carbon free" è anche una grande occasione economica. In Toscana sono 200 le imprese che operano nel settore delle rinnovabili e dell'economia verde. "Ci attende ora una "call to action" – ha concluso Rossi - Dobbiamo rendere la nostra economia più razionale attraverso il riciclo di materia ed energia. Dobbiamo ridurre gli sprechi alimentari. Dobbiamo trasformare le nostre città. Dobbiamo agire sulla mobilità verde e sull'economia condivisa. Abbiamo come alleato la rivoluzione industriale in corso. Le sue basi sono i big data, la partecipazione online, l'informazione e la comunicazione in real time.

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