Rossi accoglie la Ciclostaffetta per Regeni al suo arrivo a Firenze

FIRENZE - Bandiere e magliette gialle con la scritta 'Verità per Giulio Regeni", "A Roma per Giulio". Alle 15 esatte la ciclo-staffetta per Giulio Regeni è entrata nella Fortezza da Basso di Firenze dove è in corso il festival "Firenze Libro Aperto" ed è stata accolta dal presidente della Toscana Enrico Rossi e dall'illustratore Sergio Staino, che all'evento ha dedicato un'apposita vignetta. 
 
"L'Italia si dimentica troppo dei problemi della democrazia nel mondo, non vorrei che un giorno ci trovassimo noi stessi circondati". Lo ha detto il presidente della Toscana Enrico Rossi salutando gli amici e parenti di Regeni che in bicicletta stanno attraversando l'Italia diretti a Roma per chiedere chiarezza e verità sulle drammatiche circostanze della morte del giovane ricercatore. 
 
"Quella di Regeni - ha detto - è una storia significativa di una gioventù internazionalista. Regeni a 27 anni era andato a studiare la lotta di classe al Cairo, il ruolo dei sindacati. E' stato ucciso in circostanze che devono essere chiarite. Sono passati quasi due anni da quel tragico evento e bisogna mantenere viva l'attenzione, anche perchè questo significa tenere viva l'attenzione anche sul fatto che in quel Paese non esistono libertà democratiche e di recente ben 70 aoppositori dei Fratelli musulmani sono stati condannati a morte. E' un paese vicinissimo con cui l'Italia ha forti rapporti economici, per questo il Governo Italiano deve impegnarsi e chiedere che il Governo egiziano permetta di scoprire la verità sulla morte di Regeni. Anche per inserire un pò di democrazia nella dittatura che oggi governa l'Egitto".
 
Rossi ha infine sottolineato che "Questa iniziativa degli amici e dei parenti di Giulio, ci ricorda che la democrazia, la libertà e il diritto sono conquiste che bisogna ogni volta rinnovare, ripristinare". 

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