Rossi ad Arezzo: “La Regione garantirà comunque i fondi per le somme urgenze”

AREZZO – “Anche se da Roma non arriveranno i fondi necessari, la Regione garantirà comunque quanto serve a realizzare gli interventi in somma urgenza, quelli necessari a ripristinare le condizioni di sicurezza per i cittadini”.

È la promessa che il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha fatto di fronte agli amministratori aretini, convocati presso il Genio civile per fare il punto della situazione e dei danni registrati in seguito ai temporali che hanno colpito l’area sabato 27 e domenica 28 luglio.

“Poi – ha aggiunto Rossi – ci faremo carico delle urgenze che potremo gestire se, come mi auguro, verrò nominato commissario e potrò agire con poteri straordinari. Del resto questo evento per numero di cittadini coinvolti, circa 20.000, è paragonabile a quello che due anni fa ha colpito Livorno, dove sono stato nominato commissario. Mi auguro di poterlo essere, e fin dalla settimana prossima, anche ad Arezzo”.

Quasi tutta la giunta regionale era presente ad Arezzo, ciascuno per le questioni di propria competenza. C’erano gli assessori regionali alla protezione civile, Federica Fratoni, ad infrastrutture e trasporti, Vincenzo Ceccarelli, all’agricoltura, Marco Remaschi, alle attività produttive, Stefano Ciuoffo.

“Abbiamo la necessità – ha precisato Rossi – di avere, entro questo venerdì, una stima dei danni subiti dalle attività produttive e dai privati. Prego le amministrazioni comunali di procedere in questo senso e faccio appello alla sobrietà aretina per stimare e non sovrastimare i danni, perché vogliamo inviare a Roma stime accurate e realistiche”.

Il presidente ha infine aggiunto che serve capire quanti sono i privati che hanno subìto danni e se gli amministratori locali stimano necessario un intervento in loro sostegno. Ha ricordato che a Livorno la Regione ha stanziato aiuti a fondo perduto fino a 8.000 euro per coloro che avevano un reddito inferiore ai 36.000 euro. Per le attività produttive lo sforzo sarà quello di riproporre finanziamenti a tasso zero, restituibili dopo tre anni e in dieci rate annuali, senza alcun interesse per importi fino a 20.000 euro.

Un ragionamento a parte verrà fatto per i danni in agricoltura, settore che non rientra nello stato di emergenza, ma per il quale verrà comunque chiesto lo stato di calamità.

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