Rossi al Farmaceutico Militare: “La ricerca deve rimettere al centro l’uomo”

FIRENZE - "La ricerca deve rimettere al centro l'uomo e dare un messaggio positivo, di fiducia per il nostro futuro. Penso che potrete fare cose molto importanti, la Regione vi è vicina e appoggia il vostro lavoro". E' quanto ha detto il presidente Enrico Rossi, intervenendo stamani, all'Istituto Chimico Farmaceutico Militare, all'inaugurazione di FirmoLab, il laboratorio nato in partenariato tra F.I.R.M.O.-Fondazione Raffaella Becagli e Farmaceutico Militare, che si occuperà di ricerca nel settore delle malattie rare metaboliche dell'osso, che sono ben 116 - ha informato Maria Luisa Brandi, presidente F.I.R.M.O.

"Quella di stamani è davvero un'occasione molto importante, per più motivi - ha sottolineato il presidente Rossi - Prima di tutto pone il tema del ruolo delle istituzioni pubbliche in rapporto alla ricerca e a un impegno diretto per dare risposte a questioni delicate come quella delle malattie rare. Il ruolo del privato è fondamentale, ma è necessario trovare il registro giusto, e una corretta collaborazione tra pubblico e privato. Le malattie rare non sono in grado di produrre una ricerca che possa interessare il privato. E qui entra in gioco il pubblico. Quando ero assessore alla salute - ricorda Rossi - ho dovuto acquistare farmaci a prezzi esorbitanti. C'è bisogno di una ricerca finanziata dallo Stato. Ricordo che nel 2000 si parlava addirittura di chiusura del Farmaceutico Militare. Ora ci stiamo accorgendo che la sua attività non è in conflitto, ma si affianca a quella dell'industria privata, in una logica che non è quella del profitto".

Enrico Rossi ha ricordato il ruolo del Farmaceutico Militare nel produrre i cosiddetti "farmaci orfani", per la cura delle malattie rare, e quindi destinati a pochi pazienti. E, dal 2012, anche nella coltivazione della cannabis e nella sua trasformazione a scopo terapeutico per la cura del dolore nei pazienti oncologici e in altre patologie. "L'inaugurazione di questo FirmoLab apre oggi nuove prospettive - ha concluso Rossi - E' uno sposalizio intelligente e interessante per lo sviluppo della ricerca nella nostra regione, e indica anche come si può uscire dalla crisi".

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