Rossi alla comunità cinese: “Sì al confronto, ma no all’illegalità”

FIRENZE - "Invito alla calma la comunità cinese e dico che sono disponibile a discutere dei problemi che alcuni esponenti ci hanno segnalato. Ma accanto alla disponibilità pongo le parole legalità e determinazione, per far sì che in questa regione non esistano zone franche di extraterritorialità rispetto alla legge. Non lo vogliamo e non lo consentiremo mai".

Così il presidente Rossi, durante la conferenza stampa che si è svolta stamani a Palazzo Strozzi Sacrati, ha commentato la rivolta dei cittadini cinesi all'Osmannoro.

"In seguito al tragico rogo dello stabilimento in cui perirono sette cittadini cinesi, abbiamo fatto 5.800 controlli e chiuso 700 dormitori: non si dorme dove si lavora. Verificheremo se sono stati commessi degli eccessi durante questi controlli, ma non tolleriamo rivolte. Aggiungo invece che non solo proseguiremo nei controlli sulla sicurezza fino a visitare tutte le 7.700 aziende cinesi, ma ne chiederemo di più sul versante della manodopera al nero che si aggira sul 50%, con lavoratori sfruttati e spesso ridotti in condizioni di schiavitù".

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