Rossi: “Da Papa Francesco parole nette per la giustizia sociale e contro lo sfruttamento”

FIRENZE - "Ringrazio Papa Francesco per il suo intervento a Prato e a Firenze per il quinto Convegno ecclesiale nazionale. Le sue parole sono di grande conforto e motivano ancora di più chi nel mondo di oggi sente prioritario l'impegno per la giustizia sociale, contro lo sfruttamento, a favore dei poveri e per la dignità del lavoro. Non ricordo parole così nette pronunciate da un Papa. Importante il suo richiamo all'esortazione apostolica 'Evangelii Gaudium' riguardo alle sfide del mondo attuale". Così il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, commentando i discorsi del Papa nelle due città toscane.

"Ciò che il Papa ha detto a Prato – prosegue – rappresenta un nuovo stimolo per intensificare la lotta contro quelle che lui stesso definisce condizioni 'disumane' di vita e di lavoro. Il progetto speciale Prato per la sicurezza nei luoghi di lavoro, che sta dando importanti risultati, deve essere intensificato. Lo sarà già a partire dai prossimi giorni per garantire la separazione tra luoghi di vita e luoghi di lavoro. Ma la parola sfruttamento, che il Papa ha usato senza mezzi termini riferendosi al lavoro dei cinesi nelle fabbriche di Prato, impone a tutte le autorità pubbliche e alle forze sociali di guardare in faccia la realtà e di iniziare una lotta ferma e determinata per garantire ai lavoratori cinesi orari di lavoro regolari e salari dignitosi. Nelle prossime settimane vogliamo attivarci di più in questa direzione, chiedendo a tutti di fare la loro parte. Si apre un nuovo fronte di impegno: la lotta allo sfruttamento disumano dei lavoratori immigrati".

"Riguardo a Firenze – ricorda Rossi -, Papa Francesco ha esaltato la bellezza della città sottolineando come esempio positivo l'Istituto degli Innocenti, dove la bellezza è stata messa al servizio della società e degli ultimi in modo particolare. Si deve riflettere su questo richiamo: le città, ancorché belle, non possono essere sottomesse al servizio della rendita che finisce nelle mani di pochi, trasformando la bellezza degli spazi urbani e degli edifici in vuoti contenitori che favoriscono la concentrazione della ricchezza. E' un tema difficile ma importante se non vogliamo che la stessa bellezza di Firenze e di tante città toscane vada distrutta, fagocitata da un uso speculativo degli edifici che toglie sempre più spazio alla socialità e alle relazioni tra i cittadini".

"Infine – conclude il presidente -, l'invito di Papa Francesco a operare insieme e a fare progetti che vedano insieme cattolici e uomini di buona volontà, costituisce a mio avviso una conferma della necessità di sviluppare un dialogo sempre più intenso tra mondo cattolico e mondo laico che s'ispira a opzioni culturali cui stanno a cuore i valori dell'uguaglianza e della dignità della persona".

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