Rossi: “Investiremo in banda ultra larga 253 milioni per migliorare la connettività in Toscana”

AREZZO -"Stamani ho provato molte emozioni, ma ne porterò tre in particolare con me."

Così Enrico Rossi sul tema del convegno odierno ad Arezzo, incentrato sul binomio emozioni e turismo. Ecco la prima .  "Entrando ho incontrato un imprenditore - ha raccontato Rossi -  la sua azienda opera nella ristorazione e hanno anche un forno per il pane. Mi ha raccontato come prova a selezionare il personale per la sua azienda e aveva gli occhi che brillvano. La sua passione mi ha fatto provare una grande emozione."

"La seconda emozione - ha continuato Rossi - me l'ha data una ragazza che faceva un colloquio di lavoro. Ho letto nei suoi occhi un grande desiderio di trovare lavoro. E questo mi ha dato ancora una grande emozione. Infine la teza me l'ha data un giovane di una Tv locale, che mi ha fatto una domanda, e ho visto l'attenzione e l'impegno con il quale seguiva la risposta che ho dato. Si è instaurata una relazione umana, e questo mi ha dato un'emozione."

"Tutto questo - ha continuato Rossi - per ribadire ancora quanto sono importanti le emozioni. L'emozione è il marchio della Toscana, perchè la Toscana produce emozioni. Non c'è angolo della nostra terra che non sia stato lavorato con amore dall'uomo. Così è successo per i nostri borghi, per i nostri boschi, per le bonifiche. La Valdichiana non esisterebbe se non ci fosse stata la mano dell'uomo".

Rossi ha poi risposto ad uno dei relatori del convegno che sottolineava la necessità di maggiore connettività e di presenza sul web per implementare il turismo.

"Investiremo in banda ultra larga - ha detto - circa 260 milioni, grazie ad un accordo che abbiamo con il Governo. Il 50% dei fondi li metterà la Regione, il 50% il Governo. Ma occorre fare scendere in campo la generazione digitale, ovvero i giovani, altrimenti non andiamo da nessuna parte."

Rossi ha anche sottolineato il suo apprezzamento per uno dei relatori che aveva citato una frase di Paolo VI. "Oggi occorre essere testimoni, non maestri".

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