Rossi: “La riforma necessaria per migliorare la qualità dei servizi sanitari”

FIRENZE - "Questa riforma va fatta. Per combinare il miglioramento della qualità con le risorse limitate. E consentire alla sanità toscana di restare nella fascia alta dei sistemi sanitari". E' iniziata stamani in Consiglio Regionale la maratona per l'approvazione della legge di riforma della sanità, che nei prossimi giorni vedrà impegnati in maniera straordinaria, con prolungamenti notturni delle sedute, il presidente Enrico Rossi, l'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi e tutta la giunta.

E a margine del Consiglio il presidente Rossi ribadisce alcuni concetti fondamentali. "In tempi di crisi come questi - ha detto Rossi - il servizio sanitario nazionale continua ad essere una certezza per i cittadini, un punto di riferimento per chi ha necessità di curarsi. E la sanità toscana, nei parametri, nelle valutazioni che non facciamo noi, ma che vengono fatte da organismi nazionali, si colloca ai primi posti. Se vogliamo mantenere questi livelli di qualità e questi primati, dobbiamo assolutamente fare questa riforma. Lo scopo - sottolinea - non è quello di tagliare i servizi, ma di migliorarli e specializzarli, rendendoli anche meno costosi. E questo lo si fa investendo sulla qualità, facendo sì che un cittadino non debba tornare due volte in ospedale, ma venga indirizzato subito al reparto o al centro specializzato".

"Non vogliamo ridurre il numero degli ospedali - ha chiarito ancora il presidente - Sopravviveranno anche i piccoli ospedali, ciascuno con un suo ruolo e una sua specilizzazione. La sanità è un sistema molto complesso, che va saputo riorganizzare. Cambiare comporta sempre dei problemi, ma in passato siamo migliorati proprio perché abbiamo trovato il coraggio di innovare. Questo coraggio va trovato anche ora. Nel '95, Vannino Chiti decise di passare da 40 aziende sanitarie a 12, più 4 aziende ospedaliere. Allora si infiammò tutta la Toscana. Ma se fossimo rimasti a 40 aziende, con 90 ospedali, ora non saremmo certo curati meglio, ma molto, molto peggio".

Quanto al referendum, Enrico Rossi ha detto che non sarà un problema. "Chiederemo altri finanziamenti per il sistema sanitario regionale - ha annunciato - Nel 2010 per la sanità a livello nazionale avevamo 112 miliardi, nel 2015 abbiamo fatto con 110 miliardi. Ora il governo Renzi ci mette un miliardo in più. Chiederemo altri finanziamenti".

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