Rossi: “L’Europa deve fare di più per giovani, imprese, ceti più deboli: serve la Tobin tax”

FIRENZE - "Io ho fatto la mia proposta: la Tobin tax può permetterci di trovare nuove risorse colpendo le speculazioni finanziarie che non sono utili ai lavoratori, ai ceti più deboli e neppure al ceto medio. Le risorse che arriverebbero dalla Tobin tax sarebbero più che sufficienti a rimediare alle minori entrate derivanti dall'uscita della Gran Bretagna. Anche applicata al minimo in tutta Europa potrebbe dare 50-60 miliardi di euro rispetto ai 10 che abbiamo perduto. Ciò significherebbe poter investire di più e fare più occupazione e politiche di attenzione al capitale umano, ai giovani, ai ceti più deboli".

Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, al termine dell'incontro che ha avuto oggi a Bruxelles con la commissaria per la politica regionale, Corina Cretu.

"C'è quindi – ha aggiunto Rossi - il problema molto serio di discutere delle nuove politiche di coesione dal 2020 in poi, e di come fare per reperire le risorse necessarie a rilanciare queste politiche, far fronte alla crisi e ai bisogni di sviluppo delle imprese nel settore della ricerca e dell'innovazione".

Il presidente della Toscana ha voluto ringraziare la commissaria Cretu "che è molto vicina alle Regioni e di cui ho apprezzato il giro che ha fatto in tutte le Regioni italiane per verificare lo stato di avanzamento degli impegni per il settenato 2014-2020".

Rossi si è detto convinto che con lei e con il Parlamento "dovremo lavorare perché non si facciano passi indietro ma quelli necessari a rilanciare le politiche di coesione sociale. L'Europa non si tiene unita se non si fanno anche queste politiche".

Il presidente Rossi ha parlato poi di "una battaglia che non sarà semplice perché tutti gli Stati hanno paura dei populismi e tendono alla nazionalizzazione dei processi".

"Ma l'Europa – ha concluso - non può essere solo del mercato, della difesa e della politica estera. Noi abbiamo bisogno anche di un'Unione sociale. Siamo venuti a dire questo e a farci sentire. L'Europa ha il merito di fare bellissimi piani, di darsi i cinque obiettivi. Poi però non li rende cogenti e non li finanzia adeguatamente perché possano essere raggiunti. Occorre invece non semplicemente mantenere, ma rafforzare questa seconda gamba che è fatta di investimenti nello sviluppo e per il capitale umano, la formazione, l'assistenza, gli aiuti a chi è in difficoltà".

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