Rossi scrive a Mattarella per la rimozione di un monumento al gerarca fascista Graziani

FIRENZE - Una richiesta formale al Presidente della Repubblica affinché faccia rimuovere il mausoleo dedicato al gerarca fascista Rodolfo Graziani realizzato ad Affile (Roma). E' questo il senso della lettera che il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha indirizzato al capo dello Stato Sergio Mattarella.

Nella missiva Rossi ha voluto rappresentare il suo sdegno per l'intitolazione di un monumento "a uno dei più feroci esponenti del fascismo, firmatario del Manifesto della razza e responsabile dell'uccisione di decine di migliaia di uomini, donne e bambini in Libia e in Etiopia".

"Si tratta – ha scritto Rossi - di un atto gravemente offensivo per la storia della nostra Repubblica". "Rodolfo Graziani – ha proseguito Rossi - è stato un criminale efferato, mai pentito e mai distaccato dalle sue convinzioni. L'ONU ha inserito il suo nominativo nella lista dei criminali di guerra per l'uso dei gas tossici e per l'autorizzazione ad effettuare bombardamenti sugli ospedali della Croce Rossa. Per questo, anche su mandato del Consiglio Regionale della Toscana, che ha approvato una mozione che impegna la Giunta ad adoperarsi in questo senso, le chiedo, in qualità di supremo garante della Costituzione fondata sui valori dell'antifascismo e della Resistenza, di adottare tutti i provvedimenti necessari affinché venga presto rimosso il mausoleo che il Comune di Affile ha dedicato al maresciallo Rodolfo Graziani, tra l'altro, in palese violazione nell'utilizzo dei finanziamenti pubblici".

Nella sua missiva il presidente ha anche ricordato come contro questo atto l'Associazione Nazionale Partigiani Italiani abbia sporto formale denuncia presso la Procura della Repubblica. Il 21 settembre scorso si è tenuta la prima udienza del processo, nel quale alcuni Comuni toscani duramente colpiti dai crimini nazifascisti (S. Anna di Stazzema, Massa, Carrara e Montignoso) hanno chiesto di costituirsi parte civile.

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