Rossi su aggressione: “Abbassare i toni. Non verrò meno ai miei impegni ed obiettivi”

FIRENZE - "Consiglierei a tutti di abbassare i toni. Che la politica resti confronto di idee. E personalmente non verrò meno rispetto ai miei impegni ed obiettivi. Andrò avanti per la mia strada".

Il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, commenta così in un incontro con i giornalisti a Palazzo Sacrati Strozzi, l'aggressione di cui è rimasto vittima nella serata di ieri mentre stava presentando il suo libro "Rivoluzione socialista" alla festa de l'Unità di San Miniato.

E poi la butta in battuta, per stemperare: "è noto che ciò che mi è stato gettato addosso porta fortuna. Sarà quindi un anno fortunatissimo, vista la quantità, per me e per il mio libro, al quale tengo molto".

E poi, entrando nel merito della questione che ha scatenato l'aggressione, ha ricordato come la normativa toscana sia molto più permissiva di quella nazionale, consentendo la macellazione fino a 40 agnelli l'anno per il cosiddetto autoconsumo. Ma sottolineando anche che non è in alcun modo possibile concedere, come richiesto dall'aggressore, di macellarne fino a 200 o l'equiparazione tra ovini e pollame, espressamente vietata da norme comunitarie. Per questo in Toscana ci sono i macelli pubblici.

"Del resto quel signore – prosegue il presidente Rossi – è stato più volte ricevuto proprio in questo palazzo dal mio maggiore collaboratore, alla presenza di funzionari della Asl e del dipartimento regionale per il diritto alla salute. Gli è stato spiegato che se voleva macellare un numero maggiore di capi poteva realizzare un macello secondo le norme in vigore e che ciò gli sarebbe stato consentito".

Il presidente ha poi spiegato di conoscerlo e di averlo salutato prima dell'inizio della presentazione del libro, ricevendo l'avvertimento che "avrebbe avuto una serata terribile".

Circa un'eventuale denuncia nei suoi confronti, Rossi ha detto che ieri sera non aveva questa intenzione ma, pur non avendo nulla contro di lui, di averci ripensato e che la denuncia è dovuta per due motivi: per il rispetto che si deve alle istituzioni e per evitare che simili eventi possano ripetersi.

"In Toscana – ha aggiunto Rossi - le macellazioni clandestine non saranno tollerate. Si tratta di un reato penale che non può essere consentito né per motivi religiosi né per altri. Per questo mi recherò dal Procuratore della Repubblica di Pisa per chiedere che disponga verifiche in questo senso, per capire se esistono zone di illegalità".

La richiesta dell'aggressore era motivata dal fatto che c'è una notevole domanda di macellazione di ovini con il sistema "halal" cioè attraverso lo sgozzamento, per il consumo delle carni da parte della comunità mussulmana ed in particolare durante le festività islamiche.

Il presidente Rossi ha voluto poi ringraziare "gli amici ed i compagni della Festa de l'Unità che mi hanno rivestito e coccolato. Uno di loro, che abita vicino, è arrivato perfino ad andare casa scalzo, avendomi prestato le proprie scarpe".

"Tutto scorre. Sono di nuovo al lavoro. E a settembre tornerò a San Miniato a presentare il mio libro", questa la sua conclusione.

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