Rossi su idrovora Marina di Grosseto: “No allo sciacallaggio”

FIRENZE – "Più che a iene maremmane per il momento mi pare siamo di fronte ad un episodio di sciacallaggio, ovvero ad una assoluta mancanza di scrupoli nella diffusione di notizie, indiscrezioni e giudizi, volti a screditare o calunniare, un'operazione che ha fatto molti danni e rispetto alla quale non si può restare indifferenti. Chiederò all'avvocatura regionale di verificare se ci sono le condizioni per adire le vie legali nei confronti di coloro che hanno procurato un allarme che nuoce alla costa grossetana e all'industria del turismo. Per parte mia ho deciso che nel primo week end libero andrò, da bagnante, a Marina di Grosseto che credo meriti la bandiera blu che ha ricevuto per la qualità delle sue acque e per i servizi che è in grado di offrire ai turisti. E mi auguro che siano in molti a fare la stessa cosa".

 

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, commenta così la notizia diffusa ieri sui social da sedicenti iene grossetane, di un presunto inquinamento causato da due idrovore che pompano sabbia dal porto di Marina Grosseto per evitare che un innalzamento del fondale renda difficile l'ingresso delle barche.

 

Il presidente ha poi sottolineato come le idrovore nel porto di Marina di Grosseto sono autorizzate da numerosi anni e la loro azione è da tempo all'attenzione degli organi di controllo. L'Arpat in passato ha effettuato numerose analisi dei materiali movimentati senza che emergessero parametri di inquinamento superiori alle norme.

 

"Mentre chiunque – conclude Rossi – può lanciare allarmi senza sottoporre a verifica le proprie affermazioni, noi invece le verifiche siamo tenuti a compierle. E così faremo, come del resto è già stato fatto in precedenza, senza rilevare tracce di inquinanti, attraverso l'Arpat. I materiali prelevati ieri verranno sottoposti ad analisi, e i risultati saranno resi noti non appena possibile. Così come le modalità della movimentazione delle sabbie del fondale e la corretta localizzazione delle idrovore continueranno ad essere tenuti sotto controllo dall'organismo di vigilanza, cioè dalla locale Capitaneria di porto. Intanto il danno d'immagine è stato fatto, ma la Regione farà ciò che serve per restituire tutta intera a questa porzione di costa la credibilità che si è meritata negli anni".

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