Rossi sui Centri per l’impiego: “Servono risorse per rafforzarli ancora”

FIRENZE - "In Toscana da quando le Regioni hanno avuto le competenze in materia di formazione e lavoro i Centri per l'impiego hanno svolto un grosso ruolo. Nel 2016 i nostri circa 800 addetti hanno ricevuto qualcosa come 292.000 lavoratori per sbrigare quasi 1 milione di pratiche. Ma occorrerebbe potenziarli ancora di più. Mi pare importante l'impegno preso dal ministro Poletti di stabilizzare nel 2018 il quadro nazionale del collocamento al lavoro, ma soprattutto credo sia importante che metta a disposizione risorse per rafforzare ancora i Cpi".

Lo ha detto il presidente Enrico Rossi nel corso del convegno organizzato dalla Regione Toscana presso la presidenza di piazza Duomo a Firenze, e dedicato alle politiche attive e ai servizi per il lavoro, con particolare riferimento al modello toscano.

Rossi ha ricordato come la Regione sia impegnata sul tema del lavoro in modo serio e con molte iniziative, seguendo tutte le crisi aziendali, analizzandole e cercando le soluzioni migliori per salvarle, ponendosi come punto di riferimento per i sindacati, per i lavoratori e per le imprese stesse. "In Toscana non c'è una situazione di crisi abbandonata a se stessa", ha precisato.

Poi ha posto l'accento sulla capacità della Regione di attrarre gli investimenti snellendo le procedure burocratiche, accelerandole, dialogando con gli investitori, firmando accordi, protocolli di localizzazione e intese che favoriscono gli insediamenti produttivi in Toscana.

"Per noi – ha precisato Enrico Rossi - è fondamentale poter gestire il rapporto tra domanda e offerta di lavoro. Il ricorso esclusivo al Cpi servirebbe a togliere la convinzione che per trovare lavoro bisogna avere le amicizie giuste. Nei Paesi europei civili quando si cerca un lavoro si va al Centro per l'impiego. La Toscana ci prova, ma vorremmo avere molte più risorse".

Rossi ha poi aggiunto che con il Piano per l'occupazione da 29,5 milioni di euro che presto sarà approvato dalla Giunta, "seppur di per sé non risolutivo", la Regione conta di aiutare alcune migliaia di lavoratori toscani.

Rispondendo alle domande dei giornalisti ha commentato i risultati delle presidenziali francesi, affermando che "il socialismo in Francia  esce morto da questa vicenda perchè non ha fatto il suo mestiere. E tutto il socialismo europeo rischia di uscire morto se non riprende a rappresentare i ceti popolari e le classi lavoratrici". Per poi concludere con un "il socialismo è morto, viva un  nuovo socialismo".

"Il lavoro dovrebbe essere una priorità per tutte le forze politiche, e mi auguro che lo sia. Occorre mettere al centro la questione sociale della sofferenza, superando la precarietà legata alla disoccupazione, alle disuguaglianze, alla concentrazione dei poteri nell'alta finanza e nelle  multinazionali", ha poi aggiunto .

Concludendo con un "le politiche della formazione sono un unicum con quelle del lavoro e sono in capo alle Regioni. In Toscana i risultati ci sono e sono soddisfacenti anche dal punto di vista dei numeri. Ed i Cpi sono lo snodo necessario tra la domanda e l'offerta di lavoro. L'Italia deve mettere lo stesso impegno degli altri Paesi europei, altrimenti la differenza aumenterà a nostro svantaggio. Credo che la strada da percorrere sia ancora lunga ma che la stiamo affrontando con il passo giusto".

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