Salute dei migranti, domani un convegno all’Istituto degl’Innocenti

FIRENZE - Sono in progressivo aumento in Toscana gli stranieri residenti, sono giovani, hanno stili di vita spesso poco salutari, ma godono di buona salute. I dati sulla salute dei migranti verranno presentati da Ars Toscana (Agenzia Regionale di Sanità) e dal Centro Regionale di salute Globale nel corso del convegno "Migrare in Toscana: accoglienza, presa in carico e stato di salute", che si terrà domani, giovedì 27 ottobre, nel Salone Brunelleschi dell'Istituto degl'Innocenti, piazza SS. Annunziata, a Firenze, dalle 9.30 alle 13.30. Farà il saluto di apertura al convegno l'assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi.

Il numero di cittadini stranieri residenti in Toscana è più che raddoppiato negli ultimi 10 anni, fino ad arrivare nel 2015 a rappresentare il 10% del totale dei residenti: circa 400.000 persone. «Si tratta di una popolazione giovane (età media: 33 anni) – sottolinea l'assessore regionale alla salute Stefania Saccardi – che, come succede alle fasce più povere della popolazione, adotta talvolta stili di vita meno salutari, ma che è comunque in  buona salute grazie alle politiche di accoglienza e di integrazione della Regione Toscana». Più del 30% degli stranieri residenti proviene dall'Europa centro-orientale – in particolare Albania, Ucraina e Polonia – ma è la Romania il primo paese di provenienza (21%).

I numeri dell'accoglienza. "Nel 2015 - evidenzia Maria José Caldés Pinilla, direttore del Centro di Salute Globale (CSG) - la Toscana ha creato un coordinamento regionale in materia di salute globale, cooperazione sanitaria internazionale e salute dei migranti affidato proprio al CSG, e ha ricostituito la rete dei Referenti aziendali per la migrazione". Sul territorio sono presenti 565 Centri di accoglienza straordinari (CAS), che ospitano in media 14 persone ciascuno. Sono inoltre attivi 14 progetti di accoglienza nell'ambito del sistema nazionale SPRAR (Servizio centrale del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), a cui si aggiungono altri 8 progetti, recentemente approvati e finanziati, presentati da Comuni, Unioni e Società della salute: sono oltre 200 i comuni coinvolti, che contribuiscono ad un modello di accoglienza diffusa.

Stranieri residenti, una popolazione giovane. Il 62% dei cittadini stranieri residenti in Toscana ha meno di 40 anni. «Si tratta di una popolazione giovane – ribadisce Fabio Voller, coordinatore dell'Osservatorio di Epidemiologia dell'Ars Toscana – che contribuisce in maniera significativa anche alla natalità nella nostra regione: fra i nuovi nati in Toscana, 1 su 4 ha madre straniera». Vista la forte componente giovanile, non sorprende l'alta presenza di stranieri nelle scuole: fra gli iscritti all'anno scolastico 2016/2017, 1 bambino su 6 è straniero.

Stranieri e mercato del lavoro. Gli stranieri si stabiliscono in Toscana soprattutto nelle aree che offrono più opportunità di lavoro. Sono occupati in settori specifici (agricoltura, industria, edilizia, lavoro domestico) e in professioni meno attraenti per i lavoratori italiani: sono operai, manovali, badanti, collaboratori domestici. Nel periodo 2008-2015 (dati Istat) i tassi di occupazione anche degli stranieri sono diminuiti: i settori in cui sono occupati sono infatti quelli più colpiti dalla crisi economica.

Stili di vita spesso poco salutari. I cittadini provenienti da Paesi a forte pressione migratoria (PFPM) consumano più tabacco degli italiani, ed è maggiore anche il loro consumo di alcol a rischio come pure il binge drinking. (fonte: Passi Toscana 2014). «La permanenza nel nostro paese – sottolinea Fabio Voller - facilita l'adozione di stili di vita "meno sani": gli stranieri residenti tendono così ad assumere comportamenti alimentari scorretti - come la maggior assunzione di cibi contenenti alte percentuali di zuccheri raffinati e grassi parzialmente idrogenati - e riducono anche l'attività fisica». Un fattore positivo: con l'aumentare della permanenza in Toscana, aumenta anche l'adesione degli stranieri agli screening oncologici.

Gravidanza e parto. Come detto, fra i nuovi nati in Toscana, 1 su 4 è nato da madre straniera. Le madri provengono soprattutto da Paesi a forte pressione migratoria (Albania 18,7%, Romania 16,5%, Cina 13,1%, Marocco 10,1%). Si tratta di donne giovani (età media: 29 anni), disoccupate, poco istruite e nella maggior parte dei casi con altri figli. Le straniere, a differenza delle italiane, si rivolgono alle strutture pubbliche (consultori o ambulatori ospedalieri) per i controlli in gravidanza e sono meno medicalizzate, cioè fanno meno visite e esami strumentali rispetto alle italiane. Nelle straniere sono anche più frequenti gli esiti avversi: nel triennio 2013-2015 per le italiane i nati morti sono stati 2,5 ogni mille abitanti, mentre salgono a 3,3 ogni mille abitanti per le straniere. Le straniere ricorrono, inoltre, all'interruzione volontaria di gravidanza tre volte di più delle italiane - (18,7‰ vs 5,5‰) – e quasi la metà di loro ripete l'esperienza dell'IVG più di una volta.  

Accessi al pronto soccorso e ricoveri. Nel 2015 sono stati registrati 155.810 accessi in Pronto soccorso (PS) da parte di cittadini stranieri: quelli provenienti da PFPM sono la quota minore. Le patologie per cui gli stranieri ricorrono più spesso al PS sono legate ad eventi traumatici o avvelenamenti, oppure ad una sintomatologia che non porta a diagnosi definita. Seguono le malattie del sistema nervoso, dell'apparato respiratorio e dell'apparato digerente. Più elevati, rispetto agli italiani, anche gli accessi al PS per disturbi psichici e per malattie infettive e parassitarie.
Le principali cause di ricovero della popolazione straniera sono legate alla gravidanza e alle sue complicanze, con valori ben più alti rispetto agli italiani: 23,1 ricoveri per mille residenti vs. 11,9 per mille residenti. Le altre patologie che determinano il ricovero in entrambe le popolazioni sono i tumori, le malattie del sistema circolatorio e del sistema digerente.

Piu' casi di Hiv-Aids e Tbc rispetto agli italiani. I casi di Aids diagnosticati negli stranieri residenti in Toscana sono aumentati negli anni (3,7% nel 1990 vs. 32,4% nel 2014) soprattutto perché è aumentato il numero degli stranieri residenti e non perché è cresciuta l'epidemia in questa popolazione. Infatti, l'incidenza di Aids fra gli stranieri residenti si è dimezzata negli ultimi dieci anni: da 12,6 casi ogni 100.000 residenti nel triennio 2003-2005 si è passati a 6,4 casi nel 2012-2014. I cittadini più coinvolti sono brasiliani, nigeriani e senegalesi. Anche i dati Hiv 2014 confermano una maggiore incidenza fra gli stranieri: 22,2 casi per 100.000 residenti rispetto ai 6,6 casi per 100.000 residenti fra gli italiani.

Fra gli stranieri  maggiori sono anche i tassi di incidenza della tubercolosi, ma i valori sono in diminuzione costante: nel 2003 i casi fra gli stranieri erano 128 ogni 100.000 residenti, scesi a 44,9 casi ogni 100.000 residenti nel 2014. Le popolazioni più coinvolte provengono dal centro e dall'est Europa, oltre che dall'Asia.
 
Mortalita' piu' bassa degli italiani. I livelli di mortalità dei residenti immigrati PFPM per tutte le cause, per le malattie del sistema circolatorio e per i tumori sono più bassi rispetto a quelli dei cittadini italiani: questo non stupisce, trattandosi di una popolazione giovane che, come già detto, ha superato l'intero processo migratorio.  Traumatismi e avvelenamenti sono una causa di morte molto frequente negli immigrati PFPM: il primato di questi decessi è a carico dei cittadini provenienti dal Marocco e dall'Albania.

Guarda il programma del convegno

Da domani, giovedì 27 ottobre, tutti i dati sulla salute dei migranti saranno disponibili sul sito dell'Ars

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