Salute e migrazione, oggi l’infoday della Regione a Bruxelles

FIRENZE - "La salute dei migranti tra politiche, programmi internazionali e pratiche regionali di accoglienza" è il tema della giornata di informazione che si è tenuta oggi a Bruxelles, nella sede della Regione Toscana. Ai lavori ha partecipato anche Pietro Bartòlo, il medico di Lampedusa protagonista del film "Fuocoammare", di Gianfranco Rosi, che ha vinto l'Orso d'oro a Berlino, che in mattinata ha incontrato il presidente Enrico Rossi.

La giornata è organizzata dalla Regione Toscana, in collaborazione con il programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP), in particolare con Joint Initiative for Migration and Development (JIMD), sotto l'egida del Progetto Mattone Internazionale, coordinato dal ministero della salute e finanziato dalle Regioni italiane. L'evento è stato un primo momento di confronto tra le istituzioni europee, internazionali e le autorità locali e regionali sui progressi e le sfide future nel settore della salute dei migranti. Le Regioni europee hanno presentato le loro buone pratiche di accoglienza come base per una futura raccolta più ampia e rappresentativa a livello europeo da realizzarsi in collaborazione con UNDP/JMDI e con gli organi rappresentativi del livello regionale e locale. L'auspicio è che questo lavoro possa essere utile ai legislatori europei come contributo concreto del livello regionale e locale.

Un tema, quello della salute dei migranti, che si impone all'attenzione nazionale e internazionale e che vede l'UE impegnata, anche alla luce del recente accordo con la Turchia, nel tentativo di dare soluzione al fenomeno della crisi dei migranti. Nel 2015 sono state oltre un milione le persone in fuga verso l'Europa secondo l'UNHCR. In Italia 153.842 gli arrivi via mare. In 934 sbarchi, il 14% delle persone arrivate sono donne e l'11% i  minori. Nelle diverse strutture sono stati accolti in 103.972: 7.394 nei centri governativi (CARA, CDA,CPSA), 76.683 nelle strutture temporanee (CAS attivate dalle Prefetture) e 19.715 accolti nella rete SPRAR, secondo i dati del Ministero dell'Interno.

 "Le sfide socio-sanitarie che l'Europa dovrà affrontare in questi anni - ha detto il presidente Enrico Rossi - risentono di tutta la complessità dell'attuale fragilità economica e della globalizzazione. La salute è un fattore chiave per l'inclusione sociale, perché si interseca con aspetti decisivi nella vita delle persone quali l'educazione, l'ambiente di vita, le capacità di accesso alle cure e alla qualità delle stesse contro ogni discriminazione. La mia esperienza passata come assessore alla salute mi fa riflettere sull'importanza di un'Europa unita sul tema del diritto alla salute. La Regione Toscana - sottolinea - nel 2012 ha avuto l'intuizione di creare una struttura di riferimento su questi temi: il Centro di Salute Globale, che attualmente sta organizzando un osservatorio sulle condizioni di salute dei richiedenti asilo e migranti nel territorio, creando un'interfaccia tra il lavoro delle Aziende Sanitarie e il terzo settore".

La conferenza prevede interventi di relatori di eccellenza: dal presidente Enrico Rossi a Cecile Kyenge (Parlamento Europeo), Pasqualino Rossi (Ministero della Salute), esponenti della commissione europea: Direzione generale HOME (migrazione e affari interni) , DG HEALTH (salute e sicurezza alimentare). Interverranno inoltre Cecile Riallant (JMDI/UNDP) , Barbara Pesce-Monteiro (Direttore Nazioni Unite a Bruxelles) e Francesc Gambus  (Parlamento Europeo), Nicola Danti (Parlamento Eurpeo). Protagoniste dell'evento le Regioni, con gli interventi di Silke Toenshoff (Comitato delle Regioni), ed esponenti delle Regioni Europee (Germania, Svezia e Spagna) e Italiane: per la Toscana interverrà Maria José Caldés Pinilla, Direttore del Centro di Salute Globale, per la Sicilia Pietro Bartòlo, medico dell'unico ambulatorio di Lampedusa, per la Sardegna Silvana Tilocca, dirigente dell'Azienda Sanitaria di Cagliari.

Dal punto di vista sociosanitario, l'arrivo dei migranti, che interessa prevalentemente l'Italia e il sud dell'Europa, pone ogni giorno nuove sfide per la presa in carico dei bisogni di salute dei migranti. Sono bisogni complessi, spesso risultato di esperienze anche traumatiche vissute nei paesi di origine e durante il percorso migratorio verso i territori di accoglienza. Le Regioni e le autorità locali sono chiamate a dare risposte immediate in fase di emergenza e possono dare il loro contributo nel fornire elementi interessanti di confronto sulle buone pratiche di accoglienza e integrazione, utili per l'implementazione delle future politiche di gestione dei flussi migratori. Diventa importante, ad esempio, comparare protocolli, l'organizzazione di percorsi di cura, presa in carico e accesso (diritto alla medicina di base, percorso materno-infantile, malattie croniche ecc…), la formazione in tema di medicina transculturale per gli operatori e, non ultimo, la partecipazione a programmi internazionali connotati dal nesso fra cooperazione allo sviluppo e migrazione, come ad esempio la Joint Initiative for Migration and Development (JIMD) del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP).

Protagoniste della giornata, a Bruxelles le Regioni italiane ed europee
Tra le pratiche regionali di accoglienza dei migranti e rifugiati, quella siciliana è sicuramente una tra le più significative, grazie anche alla testimonianza di un relatore particolarmente coinvolto nella questione come Pietro Bartòlo, da 25 anni medico dell'unico ambulatorio di Lampedusa, oggi protagonista di "Fuocoammare", il film-documentario di Gianfranco Rosi che ha vinto l'Orso d'oro alla Berlinale 2016. Bartòlo ha saputo raccontare con parole semplici gli immensi sforzi dei singoli operatori del Sistema Sanitario Regionale: effettuare le procedure di screening quando possibile direttamente all'interno delle navi; accertare le condizioni igienico-sanitarie allo sbarco; venire incontro alle esigenze dei tanti esseri umani che arrivano sulle nostre coste: la disidratazione, le ustioni da carburante, le ecografie alle donne in gravidanza;  fino ad occuparsi dei tanti corpi inghiottiti dal mare (531 morti nel Mediterraneo dall'inizio del 2016.

Gli attuali approcci per la gestione della salute dei migranti devono tenere il passo con le crescenti sfide connesse con la complessità, il volume, la velocità, la diversità e la disparità dei moderni flussi migratori, al fine di assicurare il diritto fondamentale alla salute a tutti i migranti. Il diritto di ciascuno a godere del più alto standard possibile di salute fisica e mentale è stato, infatti, da tempo stabilito dal diritto internazionale, così come i principi di uguaglianza e di non discriminazione. E' quindi fondamentale per le istituzioni nazionali ed europee, pensare alla progettazione di politiche sanitarie e programmi in grado di garantire il diritto dei migranti alla salute, indipendentemente dal loro status. Ciò richiede la collaborazione attiva tra i diversi settori e una stretta cooperazione tra i governi, organizzazioni internazionali e i molti attori non statali coinvolti nel processo di migrazione.

In Toscana
6.587 rifugiati in fuga dal loro paese sono arrivati in poco più di un anno in Toscana tra il 2014 e il 2015, ospitati con l'aiuto del volontariato dei Comuni e anche di singoli cittadini. In Toscana l'accoglienza ha la caratteristica di essere diffusa, distribuire cioè in piccoli gruppi i rifugiati, su gran parte del territorio regionale. Sono infatti  2.738 nell'Area vasta Centro, 1.608 Area Vasta Sud Est e 2.241 Area Vasta Nord Ovest, dati al 31 dicembre 2015 Ministero Interni. Le condizioni di salute di questi ragazzi, donne e bambini sono prontamente valutate fin dall'arrivo nei centri e monitorate settimana dopo settimana. A Livorno il 118, incaricato di una prima valutazione dei migranti in arrivo, ha visitato in 18 mesi circa 2.000 persone.

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