Schools for future anche a Firenze, una lezione di filosofia in strada per dire no alla DAD

Schools for future anche a Firenze, una lezione di filosofia in strada per dire no alla DAD

 

Anche alcuni studenti fiorentini hanno risposto all’appello di “Schools for Future”, l’iniziativa nata per ribadire la priorità dell’insegnamento in presenza. Flash mob molto particolari: nessuno slogan, solo un’ora di Didattica a Distanza, armati di computer e wifi, organizzati davanti alle scuole di tutta Italia.

Il nome dell’iniziativa, uguale a quello della campagna di sensibilizzazione climatica nelle scuole di Fridays for Future, in realtà condivide con l’omonimo solo la giovane età dei partecipanti. La protesta pacifica consiste nel praticare la Dad (didattica a distanza) davanti alle scuole chiuse, così da richiamare l’attenzione degli organi di Governo e convincerli a lavorare per tornare alla completa riapertura allo scadere dell’ultimo Dpcm (3 dicembre prossimo). L’iniziativa è stata organizzata dal Comitato Priorità alla scuola che si batte per la ripresa delle lezioni in presenza.

Così ha commentato Pietro Matteucci, 18 anni, uno degli studenti che manifestava davanti al liceo Galileo: “Noi riteniamo che non si possa fare lezione a distanza a lungo: si può apprendere qualcosa ma l’istruzione è un confronto collettivo, seguire in classe e tutt’altra cosa. Per noi la didattica a distanza può essere un modo di stare fermi quando la didattica frontale è infattibile ma vogliamo garanzie che il prima possibile rientreremo in presenza, vogliamo tornare a fare scuola come è sempre stata pensata, la forza della scuola è la presenza”. Per gli studenti dell’ultimo anno anche gli esami di maturità sono un tema da affrontare: “Noi ancora non sappiamo come sarà la maturità e ci preoccupa un altro possibile stop nella seconda metà dell’anno scolastico”.

L’iniziativa sta ricevendo numerose adesioni, soprattutto nelle grandi città, e ha trovato la sua portavoce in Anita, studentessa torinese di 12 anni, che da giorni manifesta davanti alla scuola media Italo Calvino di Torino. “La mia protesta va avanti da circa una settimana e proseguirà fino a a quando non riapriranno le scuole”. Nonostante la studentessa non voglia essere considerata il volto della manifestazione è stata contattata dalla Ministra dell’Istruzione Azzolina: “Ieri mi ha chiamato la Ministra Azzolina ed è molto contenta che ci sia qualcuno che vuole tornare a scuola. Si è complimentata e ha detto che si organizzerà per far tornare i ragazzi a scuola”.

Mentre studentesse e studenti hanno annunciato che continueranno a manifestare tutti i venerdì per le prossime settimane finché non sarà annunciato il ritorno alla didattica tradizionale anche i genitori si stanno mobilitando. Chiara Ponzini, mamma e organizzatrice aderente a “Priorità alla scuola” racconta che a Milano, ogni domenica, genitori e figli faranno lezioni all’aperto nei parchi, leggendo testi e commentandoli.

Sempre a Milano alcuni studenti hanno preferito manifestare davanti al Palazzo della Regione Lombardia anziché davanti alle scuole. Circa una cinquantina di ragazzi si sono radunati per segnalare l’incongruenza della scelta di chiudere la scuola a fronte di altre attività giudicate meno essenziali che rimangono aperte. Silvia Spirito, studentessa del Carducci, dice che “Ci sono profumerie aperte e scuole chiuse, è incredibile che a differenza di tutti i paesi europei che hanno puntato sulla scuola, in Italia sia la prima cosa che ha chiuso – aggiunge – Non e’ possibile che ci siano studenti di serie A e di serie B, c’è chi ha situazioni difficili a casa o che non ha i mezzi per seguire adeguatamente la Dad”.

Una delle questioni più “calde” è quella della mobilità. “I trasporti affollati sono un problema – afferma Giulio Soetje del liceo Volta – ma bastava organizzarsi per turni scaglionati e sarebbe stato risolto. La riapertura delle scuole inizialmente non ha portato al rialzo dei contagi, perché le scuole erano luoghi messi in sicurezza. Il governo può e deve prendersi l’impegno di riaprirle prima possibile”. In piazza ci sono studenti da Volta, Carducci, Einstein, Parini, Tito Livio, sotto la sigla “Studenti Presenti” che li raggruppa e che intende proseguire la mobilitazione nelle prossime settimane. “Vogliamo protocolli sanitari ben precisi per ogni scuola, in modo da tornare in sicurezza a lezione”, afferma Sveva Pontiroli del Volta. “Non chiediamo il 100% in presenza, ma che la Dad non sia la norma”. Di sicuro “continueremo i contatti con i parlamentari sensibili alle nostre ragioni nei prossimi tempi”, conclude Pontiroli.

Carlo Lascialfari

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